Il Tirreno

Livorno

la denuncia  

«Mi hanno aggredito in 5, ora voglio avere i loro nomi»

Nicolò Cecioni
«Mi hanno aggredito in 5, ora voglio avere i loro nomi»

Gabriele Sangiorgi ha subito  un agguato da alcun ciclisti alla Valle Benedetta a marzo Picchiato davanti a casa  ha avuto diverse fratture

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LIVORNO. «Sono passati quasi 4 mesi da quando sono stato aggredito. E ancora non so chi sia stato a bastonarmi. L’accusa è ancora rivolta contro ignoti, ma io voglio verità e giustizia». A parlare è Gabriele Sangiorgi, un pastore della Valle Benedetta che lo scorso 18 marzo, tornando a casa, ha subito un’aggressione da un gruppo di persone. «Erano davanti alla porta della mia abitazione – spiega lui – e non mi facevano passare. Ero con mia moglie e con le pecore, stavamo tornando a casa, in via del Radar 5, erano circa le 10 del mattino. Era un gruppo di 4 uomini e una donna, tutti in bicicletta».

Dopo qualche offesa verbale, tra i due coniugi e il gruppo di ciclisti è nata una colluttazione. «Facevano confusione e ho chiesto loro di abbassare i toni perché altrimenti avrebbero fatto scappare il mio gregge». Ma la richiesta del pastore non è stata ascoltata. Anzi. «Uno di loro – continua Sangiorgi – mi è venuto addosso con la bicicletta – e mi ha buttato per terra». Gli altri gli sono andati dietro per dare manforte. «Io mi sono rialzato e ovviamente ho provato a scappare. Un uomo, però, mi ha rincorso, ha preso un bastone per terra e mi ha aggredito con quello. Ha sferrato due colpi contro di me, uno in testa e l’altro sul braccio. Sono convinto che la seconda bastonata sarebbe stata per mia moglie Nina, ma mi sono messo nel mezzo e ho parato il colpo».

Per questo, Sangiorgi è rimasto a terra diversi minuti, perdendo molto sangue. «Ho la testa dura – scherza – e ce l’ho sempre avuta fin da quando giocavo a calcio da giovane. Ma ho comunque perso un litro di sangue. Venendomi in quelle condizioni, gli aggressori se ne sono andati e hanno lasciato me e mia moglie lì. La donna che era con loro si era anche messa a piangere vedendo quella scena. Quando ho ripreso le forze, ho chiamato i carabinieri, che però sono arrivati quando i ciclisti erano già scappati». E alla Valle Benedetta è arrivata anche un’ambulanza del 118 che ha portato l’uomo al pronto soccorso. «Mi è stata diagnosticata una frattura al radio e all’ulna. Inoltre ho riscontrato anche una grossa ferita alla testa, in seguito alla bastonata. Sono uscito dall’ospedale nel pomeriggio e subito mi sono recato dai carabinieri per sporgere denuncia».

E da quel momento per Gabriele Sangiorgi e la moglie Nina Pittaluga è iniziato un nuovo calvario. «Ho sporto denuncia contro ignoti perché non so chi sia stato. Nei giorni precedenti all’aggressione, tra l’altro, mi erano state tagliate le gomme alla macchina. Probabilmente sono stati loro, ma non mi capacito del perché. Non ho fatto niente a nessuno. Comunque mi sono rivolto a un avvocato e da oltre 90 giorni stiamo lavorando per arrivare alla verità. Voglio dare un volto a quegli aggressori per avere giustizia». —

Nicolò Cecioni

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di Redazione web