Il Tirreno

Livorno

le magliette bianche A STAGNO 

«Bioraffineria? Prima di tutto la salute»

Nicolò Cecioni
«Bioraffineria? Prima di tutto la salute»

La manifestazione contro il progetto ha coinvolto circa ottanta persone, che protestano contro l’aria irrespirabile

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LIVORNO. «Bravi, la salute prima di tutto». La protesta delle magliette bianche per dire no la bioraffineria è andata in scena ieri pomeriggio in via Jacoponi, lungo la strada che da Tirrenia porta a Livorno. E così, gli striscioni per “il diritto alla salute prima di tutto” e contro le “polveri killer” e l’ “aria irrespirabile” sono stati letti da centinaia di persone che tornavano a casa dopo una domenica di mare. Compreso una coppia in motorino che si è fermata per dare manforte. Ghiacciaina sulla pedana dello scooter, ombrellone in mano alla moglie, canottiere e occhiali da sole, i due hanno accostato e si sono messi a parlare con gli organizzatori. E hanno ascoltato le parole di Maurizio Marchi, di Medicina Democratica. «La bioraffineria dei rifiuti – ha detto ai manifestanti – non potrà mai sostituire la raffineria, che anzi si rafforzerà con il microtunnel del gnl. Dunque la raffineria tradizionale resterebbe attiva ancora per anni».

Marchi, poi, sulla base dei dati presentati, ha detto che i cittadini di Livorno nord e Stagno dovrebbero essere risarciti. «La vivibilità e la salute, come dimostrano i dati dello Studio Sentieri, non sono affatto garantiti. Invece dell’incognita della bioraffineria, noi proponiamo progetti che si basino sulle energie rinnovabili, come l’eolico, il solare e il mare, lavorando sull’idrogeno e non più sul petrolio».

Come previsto, la manifestazione che appunto si chiamava “3 ore per la salute in maglia bianca”, si è svolta dalle 17 alle 20. Ma le persone sono arrivate un po’ alla spicciolata durante la serata all’ingresso della Fi-Pi-Li del Calambrone. E alla fine erano circa un’ottantina. Il corteo è sempre stato a lato della strada, ma in segno di protesta, ogni quarto d’ora la gente attraversava la corsia, fermando il traffico. «Negli anni passati – ha spiegato Marco Vallini, camionista residente a Stagno, membro del comitato di Stagno e Collesalvetti contro la bioraffineria – ho fatto diversi esposti per denunciare la situazione. Ricordo bene che passando con il camion accanto alle vasche della raffineria, quelle accanto al primo autovelox della superstrada, dai fuori entrava un odore terribile. Dovevo rimanere con i finestrini aperti fino a Empoli, sennò non riuscivo a respirare. L’Arpat, però, ci ha risposto per anni che non riusciva a capire da dove venissero gli odori cattivi. Ora sembra che le cose si siano sbloccate».

Tra i manifestanti, insieme ai cittadini residenti nei quartieri nord della città, a quelli di Stagno del litorale pisano e dei vari comitati delle zone coinvolte, erano presenti anche alcuni esponenti del mondo della politica. Movinento 5 Stelle, Buongiorno Livorno, Potere al Popolo e Lega hanno risposto all’appello con alcuni rappresentanti o con semplici simpatizzanti. «Il quinto Rapporto Sentieri – ha detto il parlamentare 5 Stelle Francesco Berti – mostra che Livorno è una delle città con più tumori e ospedalizzazioni. A Livello nazionale mi sto muovendo per prendere contatti con l’azienda per capire meglio questo progetto». «Ho presentato una richiesta ufficiale – ha aggiunto Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5s – a Firenze per invitare i membri del comitato di Stagno alla commissione ambiente regionale». Ha chiesto maggiori informazioni anche Monica Lepori, consigliera del gruppo misto in Regione. «La spazzatura della piana fiorentina – ha detto – non può venire tutta qui. Si parla di un impianto innovativo, ma ancora non sappiamo cos’è. Vogliamo spiegazioni». «Oggi sembra di stare a Vallombrosa – ha scherzato Giuseppe Grillotti, di Pap – perché c’è una bella aria ventosa. Ma di solito qui non si respira». L’unico consigliere comunale presente ieri era Marco Bruciati, di Bl. «Il termine “riconversione ecologica” – ha chiuso – spesso è usato solo come specchietto per le allodole. Per adesso del progetto Eni non si sanno cose certe. Aspettiamo che ce lo spieghino in commissione, ma dobbiamo rimanere vigili». —

Nicolò Cecioni

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