Gioco
Via da ex Caserma e Cigna tutti gli occupanti abusivi Romiti contro Casalp e Pd
LIVORNO. «La salute di oltre 500 assegnatari degli alloggi popolari è a rischio, vogliamo risposte dal sindaco Luca Salvetti e dai vertici di Casalp», tuona Andrea Romiti, capogruppo di Fratelli d'Italia, che con il suo primo atto in consiglio comunale chiama in audizione sindaco, assessore e vertici della partecipata. Il dito è puntato verso le condizioni, ritenute insalubri a causa della presenza di muffa, di alcuni appartamenti del complesso de La Guglia (in particolare ai civici 439 e 441) e di altre abitazioni in via Trieste: «I residenti ci hanno dato i certificati medici (il consigliere ne mostra una decina in tutto, ndc) che certificano patologie polmonari e respiratorie, ci sono anziani e bambini. In quelle case sembra di stare in cantina, il Comune se ne frega e Casalp – ai cittadini che protestano – risponde che “basta tenere aperte le finestre”».
Romiti poi chiama in causa anche la passata amministrazione che «non ha mai risposto, vedremo questa», e poi lancia l’attacco politico alla giunta attuale: «In cima all'agenda di Salvetti c'è l'apertura del porto, sulla quale non ha potere, per far entrare a Livorno tanti immigrati anche irregolari. Noi invece avremmo messo ai primi posti l’emergenza abitativa degli onesti cittadini e degli stranieri regolari, che pagano le tasse e sono costretti a vivere in queste condizioni». La soluzione di Romiti, al netto del costo delle operazioni, è presto detta: «Le persone che stanno lì vanno spostate altrove in attesa che gli ambienti vengano aggiustati, o in alternativa demoliti e poi ricostruiti; questa valutazione spetterà ai tecnici».
Il leader di Fratelli d’Italia ha anche già un'idea su dove collocare gli sfollati: «A Livorno ci sono tanti immobili occupati da chi non ne ha diritto: la caserma occupata, la torre della Cigna, l’ex Enel e il palazzo del Picchetto. Basta sgomberare gli abusivi e dare quegli spazi ha chi ha bisogno e diritto di starci, livornesi e stranieri regolari». Una questione ulteriore, che riassume emergenza abitativa (la torre della Cigna) e autogestione di spazi demaniali dismessi (la caserma occupata), sulla quale Romiti annuncia infine altre battaglie a venire: «In questi posti viene gente anche da fuori Livorno, perché si è sparsa la voce che in questa città si può vivere in modo illegale. Noi diciamo no alla legge del più forte, e i nostri prossimi atti riguarderanno proprio le occupazioni abusive».
Matteo Scardigli
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