Gioco
Accoltellano un 31enne sul lungomare: mamma e figlio finiscono in carcere
I tre sono livornesi e la causa dell’aggressione è una bici contesa. La donna, che aveva due coltelli, ha usato lo spray urticante
LIVORNO. «Mamma, mi vogliono rubare la bicicletta». Venerdì 12 luglio. Sono appena scoccate le 11 di sera sul viale Italia, vicino al moletto Nazario Sauro. Matteo Pellegrini – 19 anni – deve dei soldi a uno degli amici con cui è uscito a divertirsi, il trentunenne Diego Piroli. Un debito di poche decine di euro: praticamente pari al valore di quella bici mezza scassata con cui è uscito di casa. Ma i due non sono soli, insieme a loro c’è tanta gente. Siamo nel cuore della movida livornese, quella estiva, con le famiglie e i bambini all’aria aperta per godersi la serata. «Mamma, vieni», urla al telefono Pellegrini. Poi butta giù.
In dieci minuti, dalla sua casa di via Garibaldi, Claudia Telloli (45 anni fra pochi giorni, una vita passata nel rione Shangai) arriva sul lungomare in soccorso del figlio. Con intenzioni tutt’altro che pacifiche, visto che nella borsa nasconde uno spray al peperoncino, due coltelli e uno sfollagente lungo mezzo metro. La signora non perde tempo. Non pronuncia neanche una parola. Agita la boccetta e svuota il gas urticante a pochi centimetri dagli occhi di Piroli, ex pr nelle discoteche della metempsicosi come l’Insomnia e il Jaiss, intossicando anche gli amici e una bambina seduta sul passeggino spinto dalla madre. Nella bottiglietta – regolare, ma solo per difendersi dalle aggressioni – non rimane nulla. È il panico. Con Pellegrini che – vedendo l’ormai ex amico piegato, stordito e con le mani in faccia – anziché aiutarlo lo accoltella prima all’addome, poi al braccio e alla spalla sinistra. Mentre non può neanche difendersi.
C’è sangue dappertutto. Gli amici – tutti con gli occhi in lacrime per lo spray – non riescono a fermare la follia dei familiari. Il trentunenne cade a terra. I passanti urlano. Alcuni chiamano la polizia e il 118. La mamma della bimba intossicata se la prende con la Telloli, che scappa impaurita. Il figlio, per evitare il linciaggio, fa altrettanto. Ma solo dopo essersi sciacquato le mani in mare.
Solo ora, forse, si sono resi conto di aver quasi ammazzato un ragazzo. Gli agenti della Squadra volante della questura, guidati dal commissario capo Claudio Cappelli, arriva subito. Ascoltano i testimoni, tutti molto collaborativi, e si mettono alla ricerca dei fuggitivi. Un’ambulanza della Svs di via San Giovanni, invece, insieme al medico a bordo, soccorre Piroli. Che nel frattempo è stato portato nel ristorante “Il Delfino”, lì accanto.
Le ricerche partono immediatamente. Madre e figlio non possono essere andati troppo lontano. Lei viene presa in pochi minuti, con i poliziotti che con due auto la “chiudono” in via dei Funaioli, arrestandola per tentato omicidio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori aveva raggiunto Pellegrini (un adolescente che ama lo sport, con un passato da rugbista) con la volontà di uccidere il suo amico, visto che nella borsa aveva ancora lo spray al peperoncino usato, due coltelli (di 27 e 22 centimetri, quest’ultimo sporco di sangue dopo essere stato usato dal figlio) e uno sfollagente retrattile di 56 centimetri. Poco dopo la stessa sorte toccherà anche al figlio. I due, messi alle strette, confessano. Lei è già nel carcere femminile di Sollicciano, a Firenze. Lui è alle Sughere. Entrambi sono difesi dall’avvocato Massimo Gambacciani.
Piroli è invece ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva. Il fendente all’addome gli avrebbe perforato l’intestino, causandogli un’emorragia interna. Ha rischiato di morire e per salvargli la vita i medici lo hanno subito operato. L’intervento è riuscito senza complicazioni. Ma l’ex pr – che in passato ha collaborato con le famose discoteche Jaiss e Insomnia – avrà davanti una lunga riabilitazione.
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