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Livorno

Violenza sulle donne: il Comune riconosciuto parte civile in un processo

Violenza sulle donne: il Comune riconosciuto parte civile in un processo

Primo caso in Toscana, la giunta Nogarin aveva approvato una delibera ad hoc L’assessore Simoncini: «Segnale forte, vogliamo continuare su questa strada» 

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LIVORNO. Il Comune di Livorno è stato riconosciuto parte civile in un procedimento penale che aveva per oggetto i reati di maltrattamenti, aggressioni fisiche e verbali, nonché lesioni commessi dall'imputato ai danni della ex compagna. Ciò è avvenuto sulla base di una delibera della giunta in attuazione di una mozione approvata nel precedente consiglio comunale.

«Voglio ringraziare l’Avvocatura civica per aver predisposto gli atti necessari per la costituzione di parte civile depositata davanti al gip – sottolinea Gianfranco Simoncini, assessore agli affari legali del Comune – che sono stati ritenuti congrui tanto che nell’udienza scorsa il tribunale ammetteva la costituzione del Comune di Livorno disponendo, peraltro, il rinvio a giudizio dell’imputato. L’avvenuta ammissione del Comune di Livorno in qualità di parte civile in un procedimento penale per fatti di violenza avvenuti nella sfera privata dei soggetti interessati rappresenta il primo caso in Toscana e rappresenta un forte segnale per la tutela dei soggetti più deboli».

«Come nuova amministrazione intendiamo proseguire – continua Simoncini – in questa direzione, condividendo le motivazioni che hanno condotto a questo risultato, a salvaguardia della dignità delle donne e anche ai fini della prevenzione e della repressione delle violazioni delle norme poste a tutela delle donne».

In particolare, «come evidenziato nell’ambito del procedimento penale in questione, è configurabile in capo al Comune un danno morale per la lesione dell’interesse perseguito di garantire la libertà di autodeterminazione della donna e la pacifica convivenza nell'ambito comunale, beni sociali statutariamente individuati come oggetto specifico di tutela», sottolinea l’assessore.

Il Tribunale di Livorno ha riconosciuto sussistente l’interesse del Comune alla costituzione al fine di contrastare gli episodi di violenza di genere, «quali delitti compiuti dall’uomo sulla donna per il solo fatto di essere donna e che si manifestano a dispregio degli articoli 3 e 31 della Costituzione della Repubblica Italiana».

«È infatti ferma convinzione nostra – conclude Simoncini – che la violenza di genere non rappresenti solo e soltanto una lesione dei diritti della singola donna offesa, né possa essere ridotta ad una questione privata, costituendo, invece, un profondo vulnus per la società tutta ed un colpo alle storia ed al senso civico della nostra città. In qualsiasi caso di violenza ed abuso sulle donne, è configurabile un danno morale arrecato al Comune e alla collettività dal medesimo rappresentata per la violazione del valore della libertà di autodeterminazione della donna e di pacifica convivenza nell’ambito comunale». —

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