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Tensioni sulla discarica: «Mi ha schiaffeggiato». Ma Bellabarba nega
Livorno: un manifestante fa il video, va in ospedale e denuncia la lite. L’imprenditore: «Mi hanno seguito, non ho alzato le mani». Domenica mattina la "passeggiata"
LIVORNO. Sono arrivate alle stelle le tensioni intorno alla discarica del Limoncino. In realtà l’episodio che venerdì pomeriggio, 12 luglio, ha scatenato le reazioni del comitato anti-rifiuti non è andato in scena sul monte La Poggia, dove ha sede l’impianto, ma al Picchianti. Uno dei livornesi che da giorni partecipano al presidio contro la discarica ha raccontato di essere stato schiaffeggiato da Paolo Bellabarba ed è andato al pronto soccorso a farsi refertare con l’intenzione di sporgere denuncia. Dall’altra parte l’imprenditore nega che lo schiaffo ci sia stato e racconta una versione diversa.
Mentre su Facebook corre un video dove non si vedono i diretti interessati ma si sentono solo le voci. Perché, intanto, in via dell’Artigianato? Perché qui alcuni dei manifestanti hanno seguito uno dei camion di Bellabarba per vedere dove caricasse i rifiuti da portare al Limoncino. «Io ho preso un telefonino e ho fatto un video», racconta Alessandro Orfano, 39 anni, prof di lettere: «Eravamo in due, siamo rimasti in macchina, Bellabarba si è fermato, è sceso con un’altra persona, è venuto sul lato passeggero dove ero seduto io, ha iniziato a scuotere il finestrino e mi ha dato uno schiaffo. A quel punto è caduto il telefono, sono rimasto così...». «È stato un colpo forte – ripete – ho gridato “chiamo il 113”. L’altra persona che era con lui lo ha portato via».
La polizia poi è arrivata, chiamata direttamente da Bellabarba, che dà un’altra versione: «Non è vero, non gli ho dato uno schiaffo. Sono loro che mi hanno seguito, erano già in torto. Mi hanno aggredito verbalmente. L’autista che era con me è testimone. Quando sono scesi dalla macchina hanno buttato a terra anche un bastone». Bastone di cui dall’altra parte i diretti interessati negano l’esistenza. Nel video postato sulla pagina Fb degli anti-discarica per ora si capisce che i due manifestanti sono in auto quando si sente Bellabarba che si avvicina e dice: «Hai bisogno di qualcosa che ci vieni dietro?». Poi non si vede più niente, si sente uno dei due che dice «oh, che caz... fai?».
«Sarà la parola – controbatte Bellabarba – di uno che è a lavorare contro due che da una settimana bloccano i camion. Querele? Valuterò con l’avvocato». Il sospetto dichiarato degli anti-discarica è che sui camioncini finisca il materiale trasportato sui tir che sono stati fatti tornare indietro. «Vogliono forse dire che facciamo un reato? Non è vero – dice l’imprenditore – il materiale è tornato da dove è partito con tutte le procedute del caso. In questo momento portiamo su i rifiuti da un altro impianto. Non c’è un camion fermo nascosto da qualche parte: non si può fare, come non si possono fare gli abusi edilizi».
Mentre domenica mattina, 14 luglio, i manifestanti organizzeranno una "passeggiata" per protestare.
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