Gioco
Prendeva i soldi di anziani e malati che assisteva
Arrestato dai carabinieri un livornese di 57 anni della Scopaia: era un volontario e si è comprato un’auto grazie alle truffe
LIVORNO. Usava il bancomat delle persone anziane che doveva accudire, faceva stipulare loro finanziamenti e si faceva prestare ingenti somme di denaro che mai restituiva. Il tutto per comprarsi un telefono cellulare e addirittura un’automobile. Ma gli imbrogli e le truffe ad anziani e malati per fortuna sono finiti. È stato arrestato giovedì pomeriggio dai carabinieri della stazione di Ardenza un livornese di 57 anni – del quale le forze dell’ordine non hanno reso noto il nome – che si presentava come un volontario di un’associazione onlus per adescare pensionati e donne e uomini che rimanevano soli in casa.
Truffa ad anziani, circonvenzione di incapaci e maltrattamenti in famiglia sono i tre reati di cui è accusato il malvivente, reati che gli sono costati la detenzione nel carcere delle Sughere di Livorno. Il 57enne, già conosciuto dagli investigatori da tempo, frequentava la zona intorno a via Inghilterra e compiva le sue azioni illecite nel quartiere della Scopaia e nell’area sud-est della città.
Effettivamente, infatti, apparteneva a un’associazione onlus che si occupa di sostegno e aiuto alle persone in difficoltà, ma approfittava di questo ruolo sociale e della sua posizione da volontario per raggirare gli anziani che accudiva. Facendosi consegnare denaro e oggetti di vario genere. L’uomo sceglieva appositamente le proprie vittime, che spesso erano addirittura inferme, malate o affette da altri disturbi di tipo mentale, ed entrava in azione come il migliore degli attori.
Sfruttando la buona fede e soprattutto l’incapacità di difendersi delle vittime, il finto operatore si introduceva nelle abitazioni, guadagnandosi la fiducia dei padroni di casa e portava via loro ingenti somme di denaro. Spesso fingeva il malfunzionamento del proprio bancomat e si faceva prestare grandi quantità di soldi, senza mai restituirli. Altre volte, invece, si faceva consegnare direttamente dagli anziani le loro carte di credito e andava a prelevare con quelle agli sportelli.
Approfittando anche dello stato d’infermità e di fragilità fisica o mentale di alcune persone, talvolta aggravata dalla depressione, l’uomo era riuscito ad acquistare perfino un telefono cellulare e un’auto, facendo stipulare finanziamenti a nome e per conto delle proprie vittime.
Violenze e abusi, inoltre, non erano rivolti solo agli anziani e agli utenti che venivano seguiti dall’associazione onlus. In maniera sistematica, infatti, il 57enne livornese maltrattava anche i suoi genitori, molestandoli e costringendoli a consegnargli oggetti preziosi e denaro che poi utilizzava per i suoi affari.
I militari dell’Arma hanno compiuto lunghe indagini per smascherare i comportamenti dell’uomo e individuarne le responsabilità: in accordo con il tribunale di Livorno, i carabinieri della stazione di Ardenza hanno arrestato il cinquantasettenne livornese, che da giovedì è rinchiuso al carcere delle Sughere. —
Nicolò Cecioni
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