Il Tirreno

Livorno

politica e lavoro 

Livorno e Collesalvetti unite per i lavoratori della Magna

Juna Goti
Un momento del consiglio
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Un momento del consiglio

I due consigli comunali firmano la mozione condivisa dopo una mattinata di discussioni e trattative tra le forze politiche. «Serve un cammino comune»

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livorno. Alla fine ce l’hanno fatta. Venerdì mattina, 12 luglio, i due consigli comunali di Livorno e Collesalvetti, riuniti in seduta congiunta a Palazzo Civico, dopo tre ore di dibattito e un’ora e mezzo di sospensione e di trattative, hanno scritto e votato all’unanimità un documento per esprimere «solidarietà ai lavoratori» della Magna di Guasticce, 540 solo guardando ai diretti. Un documento che impegna le rispettive giunte comunali a interessarsi al «rilancio della presenza della Magna di concerto con le altre istituzioni locali, la Regione e le rappresentanze dei lavoratori» e a «mettere in campo gli strumenti possibili per sostenere il consolidamento e l’espansione delle produzioni dell’azienda».

Con questi tre impegni finali: a «vigilare che eventuali aiuti pubblici avvengano solo in cambio di certezze sui tempi di permanenza sul territorio, sul numero di occupati e sul loro salario»; a «richiedere al ministero l’apertura di un tavolo nazionale sui fornitori di primo livello del settore auto motive per individuare adeguate politiche industriali»; a «richiedere, qualora non arrivasse la commessa Bmw a Guasticce, un tavolo di crisi al Mise». Perché sul tavolo della discussione, al di là del botta e risposta sindacale sugli accordi a stipendio ridotto per gli eventuali nuovi assunti, c’è soprattutto in prospettiva l’arrivo o meno a Guasticce (anziché in Polonia o in Germania) di una commessa di lavoro vitale.

«Abbiamo raggiunto faticosamente un risultato bello», la chiude così il presidente del consiglio di Colle, Enrico Frontini (Cittadini in comune), che ha guidato la maxi assemblea seduto accanto al presidente livornese Pietro Caruso (Pd). Faticosamente, sì. Eccome. Perché la seduta – che ha visto la partecipazione di sindacati e Confindustria – si è aperta con la presentazione di tre mozioni diverse: una con l’eventuale via libera della maggior parte delle forze politiche dei due consigli (a cominciare dalla maggioranza Pd fino a M5S e liste civiche), una di Potere al Popolo e una firmata dalla Lega. La principale difficoltà politica è stata proprio raggiungere una quadra con la destra, che nel suo atto, dopo avere tracciato un quadro dalla ex Spica alla ex Trw, attaccava a testa bassa «l’incapacità delle amministrazioni di sinistra di contrastare il disimpegno totale della Fiat con i drammi che ha comportato».

Tanto per rendere un’idea del clima iniziale: «Ci chiedete di assistere a un consiglio passerella, andiamo semmai a dire a Enrico Rossi che i 4 milioni che mette a disposizione dei centri profughi li metta s disposizione dei lavoratori...», hanno dichiarato dai banchi leghisti facendo rumoreggiare le altre forze politiche. Forze che dal Pd al M5S (i cui rappresentanti hanno fatto sapere di avere informato della situazione il ministro Luigi Di Maio) hanno caldeggiato la presentazione di un documento condiviso «per dare un segnale ai lavoratori e ai territori», per dirla con le parole di Luca Salvetti.

«È fondamentale un cammino comune, situazioni come questa non possono essere affrontate guardano ai confini comunali, saremmo tutti più deboli», dice il sindaco di Livorno, mentre anche il sindaco di Colle, Adelio Antolini, parla di necessaria «unione di forze». «Oggi agiamo in maniera preventiva – la mette così l’assessore Gianfranco Simoncini – dando un contributo perché la presenza di Magna non solo non venga messa in discussione ma si rafforzi...».
 

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