Il Tirreno

Livorno

Il questore Suraci presenta i nuovi distintivi della polizia

Il questore Suraci presenta i nuovi distintivi della polizia

Livorno, il debutto l'11 luglio nell'anniversario dell'istituzione del corpo: "I reati? Non sono un dato anomalo per la città, ma ci sono più controlli. Anche sulle spiagge"

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LIVORNO. "È un momento di cambiamento, nonché l'occasione per introdurre questi nuovi distintivi. È stato scelto proprio l'11 luglio, dato che ricorre l’anniversario dell’istituzione della polizia di Stato. Un giorno atteso da tempo: dopo 38 anni in modo tangibile viene riaffermata nella forma e nella sostanza l’identità della polizia di Stato. Siamo un’amministrazione civile con delle norme speciali, previste solo da noi"

A parlare è il questore di Livorno, Lorenzo Suraci, a margine della presentazione dei nuovi distintivi della polizia di Stato. Una novità a livello nazionale, che naturalmente riguarda anche gli agenti labronici. "Livorno? Mi sembra una città dove non si verifichino tanti reati - ha spiegato Suraci - ma abbiamo comunque intensificato i controlli, anche quelli estivi sulle spiagge".
 
Insieme al questore, alla conferenza stampa nella sala riunioni di viale Boccaccio, c'erano anche il vicequestore Daniele Ridente, la sostituto commissario Angela Amato, il sovrintendente capo dell'Ufficio di gabinetto della questura, Marcello Melis, e l'assistente capo dell'Ufficio immigrazione, Donatella Borgioni.

L'uniforme cambia quindi per quasi 100mila poliziotti italiani, vestendo i nuovi distintivi di qualifica, disegnati da un esperto di araldica, il professor Michele D’Andrea. Ad accomunare passato e presente l’immagine dell’aquila, rivisitata stilisticamente, emblema dell’istituzione che quest’anno compie 100 anni dalla sua prima apparizione sulle divise del Corpo della regia guardia di pubblica sicurezza risalente al 1919. 

Ali spiegate, zampe libere e divaricate disposte ai lati della coda folta e stilizzata come il restante piumaggio, testa rivolta a sinistra ornata dalla corona murata di cinque torri, scudo sannito con il monogramma "RI" in petto. L’aquila continua ad esprime il legame identitario, il coraggio e la dedizione con cui quotidianamente ciascun poliziotto difende diritti e libertà. Compaiono invece per la prima volta, a caratterizzare le diverse qualifiche: 
  • il plinto araldico, costituito da una barretta orizzontale di colore rosso che rappresenta la struttura portante di un edificio, per gli agenti ed assistenti; 
  • il rombo dorato, con il suo profilo fusiforme che ricorda la punta di una lancia simbolo del dinamismo operativo temperato dall’esperienza, per i sovrintendenti; 
  • la formella, alto esempio di architettura gotico-rinascimentale, richiamo alla bellezza ed all’eleganza proprie del patrimonio di civiltà e cultura del nostro Paese, per i funzionari. 
  • I distintivi uguali per tutti i ruoli differenziano le funzioni tecnico-scientifiche, tecniche e le attività professionali attraverso il diverso colore delle mostreggiature.

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di Redazione web