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Discarica al Limoncino, la protesta blocca il camion: dopo due giorni l’autista si sente male
Livorno, interviene l’ambulanza per il trasferimento in ospedale Cepparello: «Per la discarica serve una soluzione definitiva»
LIVORNO. Tra presidio che non si ferma, botta e risposta politici sempre più aspri e la volontà dell’assessora Giovanna Cepparello di «trovare una soluzione definitiva», la protesta al Limoncino va avanti. E dopo 2 giorni di sosta sul piazzale, ieri mattina l’autista 48enne del camion ha accusato un malore ed è stato portato al pronto soccorso da un’ambulanza della Misericordia. «Siamo stati noi – hanno detto i manifestanti – a portare da mangiare all’autista in questi due giorni. I proprietari della discarica non si sono preoccupati delle sue condiziono, è vergognoso. Non siamo noi ad aver bloccato il camion. Noi abbiamo solo fatto rispettare l’ordinanza che vieta il transito di quel tipo di mezzi».
E così, con l’autista che è stato portato al pronto soccorso, il camion è rimasto nella piazzola di via della Valle Benedetta, poco prima dell’incrocio con via del Limoncino.. Nel frattempo, ieri mattina si è presentata sul posto anche Giovanna Cepparello. «Faremo di tutto – ha detto – per trovare una soluzione definitiva che risolva la situazione. Quello che è accaduto ai lavoratori e all’autista è gravissimo. L’amministrazione ribadisce con forza che i camion che trasportano un tonnellaggio di rifiuti superiore al consentito non possono passare. Ed è un’ordinanza del tribunale a stabilirlo». Della stessa idea anche i manifestanti che aspettano gli sviluppi della situazione. Domani in Regione ci sarà la conferenza dei servizi con tecnici e politici, mentre lunedì il sindaco Luca Salvetti incontrerà il direttore dell’impianto Paolo Bellabarba, la Regione e i tecnici.
«A Firenze – spiega Rosaria Scaffidi – è inutile essere presenti perché non si può intervenire. Lunedì, invece, faremo sentire la nostra voce con Salvetti che ci ha detto di voler vedere in toto il progetto della discarica». Intanto i membri del comitato non si fermano. «Noi non siamo politici – chiude Fabrizio Terreni – e non vogliamo che nessun partito metta il proprio cappello sulla nostra protesta. La questione è semplice, quei camion lassù non ci possono andare. E i livornesi devono capire che non possono continuare a girarsi dall’altra parte, andando al mare e disinteressandosi di una cosa che riguarda a tutta la città. Chi può venga qui e ci dia una mano».
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