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Morto a 43 anni in moto, Luca torna a casa: camera ardente ai Lupi
Livorno, dopo l’incidente di sabato nel modenese giovedì 11 luglio alle 10 il funerale. I parenti: «Chi vuole faccia donazioni a cure palliative»
LIVORNO. Luca torna a casa. Dai suoi cari, nella città dove era nato e dove, nonostante il lavoro di programmatore in Irlanda, aveva comprato l’appartamento dei suoi sogni, a due passi da villa Mimbelli, che avrebbe iniziato a ristrutturare a breve. L’ultimo doloroso viaggio per il quarantatreenne scomparso sabato scorso in un tragico incidente stradale mentre con alcuni amici stava facendo una gita in moto nel modenese, inizierà questa mattina quando la salma partirà da Modena con direzione Livorno.
Martedì 9 luglio, infatti, il magistrato titolare del fascicolo sulla tragedia, ha dato l’ok per la restituzione del corpo ai familiari dopo aver disposto l’autopsia. Quello che emerge dagli inquirenti è che ciò che è accaduto intorno alle 13 sulla strada dei Giardini, nel tratto di Riolunato che esce da Serpiano, a qualche decina di chilometri di distanza dall’Abetone, sia stata una tragica disgrazia. Per tutti gli amici che vorranno salutare Luca Arpaia, i familiari fanno sapere che la camera ardente sarà aperta a partire dalle 16 di mercoeldì 10 luglio e fino alle 18 al cimitero dei Lupi. Giovedì mattina alle 10, invece, nella chiesa di San Tobia, sempre all’interno del complesso comunale, si svolgerà il funerale.
«Le persone che volessero fare un ultimo regalo a Luca – spiegano i familiari – possono effettuare una donazione alle cure palliative dell’ospedale di Livorno». Decine i messaggi di cordoglio che in questi gironi di dolore sono giunti ai familiari, a cominciare dalla compagna di Luca, Evelina Diara con la quale aveva letteralmente girato il mondo, zaino in spalla. Ricordava il suocero il giorno dell’incidente cercando di trattenere le lacrime. «Era uno di quelli italiani di genio che erano emigrati all’estero per la mancanza di lavoro adeguato in Italia. Aveva percorso tutti gli scalini a partire da cameriere e pizzaiolo. Ma non aveva infatti mai tagliato i ponti con la sua città, dove aveva oltre alla mamma e alla compagna aveva innumerevoli amici profondamente affezionati».
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