Il Tirreno

Livorno

Dura risposta di Nogarin  

«La storia non si riscrive Salvetti mi diffama solo per coprire il Pd»

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REPLICA

«Negli ultimi dieci anni c’è stata una sola amministrazione che si è battuta, con atti concreti, contro l’apertura della discarica del Limoncino. Ed è quella guidata dal sottoscritto. Tutte le altre, targate Pd, sia a Livorno con l’ex sindaco Cosimi che a Firenze in Regione, hanno lavorato per permettere al titolare dell’impresa di avvelenare il territorio. L’ultimo atto, quello definitivo, porta la firma di Enrico Rossi e della Regione che, in barba al parere negativo espresso dal Comune, ha aperto le porte del Limoncino ai camion di rifiuti. Questi sono i fatti. Il tentativo del sindaco Salvetti di riscrivere la storia, addossando a me responsabilità inesistenti pur di coprire i suoi amici del Pd, sarebbe commovente se non sfiorasse la diffamazione. E di questo sarà chiamato a rispondere nelle sedi opportune».

Così Filippo Nogarin, ex sindaco di Livorno, dopo le dichiarazioni rilasciate dal nuovo primo cittadino.

«Salvetti - prosegue Nogarin - sa bene che alle conferenze dei servizi non partecipano i politici ma i tecnici. Così come sa che i politici non vengono nemmeno avvisati delle riunioni in calendario. Sa anche che, nel caso specifico, il Comune ha rilasciato un parere tecnico sfavorevole all’apertura della discarica. Parere ignorato dalla Regione che ha dato il suo nulla osta. Una forzatura cui ci siamo opposti predisponendo un ricorso al TAR.

E questo è solo l’ultimo atto concreto di opposizione all’apertura della discarica.

Una battaglia che ho condotto personalmente per anni e che mi ha portato persino a ricevere lettere minatorie e richieste di risarcimento danni milionarie da parte dei titolari della discarica.

Per me quelle erano e sono medaglie da appuntare al petto».

«Se davvero Salvetti ha a cuore la salute degli abitanti del Limoncino e dell’intera area - conclude Nogarin - invece di sprecare tempo diffamando il sottoscritto, farebbe meglio a portare avanti quel ricorso e bloccare questo scempio». —



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