Gioco
Bimbo salvato sul tetto, un mese fa il padre già denunciato per abbandono
Livorno, la notte del 2 giugno il piccolo trovato in lacrime in strada dai carabinieri, l’uomo era a giocare alle slot machine
LIVORNO. Non era la prima volta che il bambino di sei anni salvato nella notte di domenica 7 luglio da due agenti della polizia mente si trovava a venti metri d’altezza sul tetto di un palazzo di via San Carlo, veniva lasciato solo dal padre per andare a giocare alle slot machine.
Per trovare l’inquietante precedente è necessario fare un salto indietro nel tempo di poco più di un mese. È la notte del 2 giugno quando, stavolta una pattuglia dei carabinieri impegnata in un normale servizio di controllo, nota un bambino da solo. È in strada, in corso Mazzini: piange ed è spaventato. I militari lo fermano e gli fanno delle domande, cercano di capire per quale motivo a sei anni sia rimasto solo in piena notte. Gli chiedono dove abita, come si chiama e a quel punto cominciano a cercare il padre. Anche in quel caso, l’uomo – 33 anni, separato da qualche tempo e con la moglie che vive in un’altra città – viene trovato dai carabinieri in una sola slot poco distante.
I militari, al termine degli accertamenti, affidano il piccolo al padre, ma – come prevede la normativa in questi casi – inviano una segnalazione alla Procura raccontando quando era successo. Il fascicolo, come avvenuto domenica notte, finisce sulla scrivania della pubblico ministero Antonella Tenerani. La magistrato, da quel momento in poi, avvia degli approfondimenti per verificare il comportamento del trentatreenne che nel frattempo viene iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di abbandono di minori, lo stesso reato che gli viene contestato dopo quanto avvenuto due giorni fa.
Adesso, con tutta probabilità, i due fascicoli saranno riuniti in una medesima indagine a carico del padre. Il sospetto – visto il precedenti – è che l’uomo possa avere la sciagurata abitudine di lasciare il figlio da solo di notte e poi uscire di casa per andare a giocare. Intanto emergono nuovi particolari su quanto avvenuto domenica notte. In particolare il padre, dopo essere stato rintracciato all’interno della sala Admiral (estranea ai fatti) sul viale Italia intorno alle 5,20 del mattino, ha raccontato di essersi allontanato da casa «solo per un’ora». Una ricostruzione che non convince affatto gli investigatori. Infatti la prima segnalazione arrivata al 113 è delle 4,20 quando per primo un vicino ha sentito la richiesta di aiuto del piccolo. «Babbo, aiuto. Babbo aiuto», ripeteva.
Più probabile – secondo chi indaga – che il trentatreenne si sia allontanato dall’appartamento molto prima di quell’ora. Tanto che il figlio abbia avuto il tempo di svegliarsi, uscire dalla finestra, salire sul tetto, camminare per alcuni metri sul cornicione prima di raggiungere il tetto di un palazzo vicino e, per fortuna, essere portato in salvo.
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