Gioco
Anziano cade e resta per un giorno prigioniero in casa: salvato dai vigili
Livorno, l’allarme lo ha lanciato la nipote che lo cercava al telefono. Il soccorso in via Zola rallentato da un’auto in sosta vietata
LIVORNO. Solo. Dolorante. Sdraiato sul pavimento. Senza potersi muovere. E soprattutto senza poter chiamare i soccorsi. Per oltre dodici ore è rimasto prigioniero nella propria abitazione, al sesto piano di un palazzo di via Emilio Zola. È stata una notte di agonia, di attesa e di speranza quella vissuta tra venerdì e sabato 6 luglio da un settantanovenne livornese. A salvarlo, nella tarda mattinata di sabato, è stata una provvidenziale intuizione della nipote. La donna, infatti, quotidianamente si preoccupa di fare una telefonata allo zio che vive da solo, per sapere come sta e se ha bisogno di qualcosa. Così quando il cellulare dell’anziano ha suonato a vuoto per diverse volte ha capito che qualcosa non andava per il verso giusto e ha deciso di chiamare i vigili del fuoco.
«Quando è arrivata l’autoscala dei pompieri per raggiungere il terrazzo della casa per poter entrare – raccontano alcuni residenti arrabbiati – il mezzo non riusciva a passare per colpa di una macchina parcheggiata in divieto di sosta che impediva all’autoscala di girare». Urla, sirene, qualche imprecazione.
Un rallentamento nelle operazioni di soccorso che per fortuna non ha avuto conseguenze: i pompieri sono saliti fino all’ultimo piano, hanno aperto la porta e hanno trovato l’uomo a terra. È stato l’anziano, poi, a raccontare ai soccorritori, oltre ai vigili del fuoco è intervenuta anche un’ambulanza della Svs di Ardenza, il dramma vissuto la notte precedente.
«Sono caduto e non riuscivo più a muovermi», ha spiegato prima di essere trasportato in pronto soccorso. Le condizioni del settantanovenne secondo una prima diagnosi sono discrete anche se l’uomo era molto provato dopo quelle ore trascorse in condizioni estreme: con una presunta frattura e un principio di disidratazione causata dalle molte ore trascorse senza bere. «Siamo contenti che ce l’abbia fatta», proseguono i commercianti della zona che ogni giorno vedono l’anziano fare la spesa, frequentare il bar e il tabaccaio poco distanti.
«Quando abbiamo visto arrivare i pompieri e l’ambulanza – ammettono – abbiamo pensato al peggio. Tra l’altro – va avanti uno dei commercianti mentre il settantanovenne viene portato in ospedale – personalmente erano due giorni che non lo vedevo in giro e quindi ho pensato che fosse rimasto bloccato in casa anche da più tempo». Per fortuna non era così. E la brutta avventura dell’uomo si è conclusa nel migliore dei modi.
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