Il Tirreno

Livorno

In 70 via dalla Chiccaia entro cinque mesi. Il Comune chiede aiuto alla Prefettura

Lucia Aterini
In 70 via dalla Chiccaia entro cinque mesi. Il Comune chiede aiuto alla Prefettura

Livorno, il piano dell’assessorato alla casa per gestire l’emergenza e aumentare gli appartamenti di edilizia pubblica

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LIVORNO. Elsa Sanguinetti non vedrà la demolizione del blocco di abitazioni, costruite negli anni Trenta, a cui senza volere aveva dato il nome. Lei, morta nel 2017, era “Chiccaia” perché vendeva caramelle e dolciumi all’ingresso del complesso che si chiama appunto “Chiccaia” e che verrà demolito entro la fine dell’anno. Una data che non comporta assolutamente proroghe. Pena la perdita dei sette milioni che lo Stato ha concesso a Livorno(col “bando delle periferie”) per ricostruire 54 appartamenti a cui poi andranno ad aggiungersi altri 2 milioni della Regione.

Il problema è che in cinque mesi da quel luogo estremamente degradato, a Shangai, bisogna portare via 46 famiglie, una settantina di persone in tutto. Una situazione d’emergenza , in via Giordano Bruno, che il Comune, come spiega l’assessore alla casa Andrea Raspanti, «non può gestire da solo». E aggiunge : «Ci deve aiutare la Prefettura». Perché, questo è il messaggio, siamo in una situazione così critica che non bastano i normali strumenti che può avere a disposizione un’amministrazione comunale. Il bisogno è sproporzionato rispetto alle risorse a disposizione.

Sul fronte casa l’assessore Raspanti ha ereditato dalla giunta Cinque Stelle una situazione estremamente complessa, irta di criticità. Con la situazione “Chiccaia” che porta la bandiera dell’urgenza. A questa settantina di persone dovrà essere trovata una sistemazione in tempi non brevi, ma brevissimi. «Abbiamo nove proprietari di altrettanti appartamenti acquistati da Casalp - spiega l’assessore Raspanti - con i quali bisogna trovare un accordo per procedere con l’esproprio. E poi abbiamo 37 nuclei che hanno occupato e che hanno situazioni diversificate».

«E non possiamo neppure rinviare la demolizione che va fatta all’inizio del nuovo anno - va avanti Raspanti - perché rischiamo di perdere il finanziamento per ricostruire gli alloggi». Una situazione da far perdere il sonno la notte ma su cui la giunta Salvetti si sta già muovendo, sia per la “Chiccaia” che in linea generale. Intanto è già partita un’analisi dettagliata del patrimonio Erp. «Ci stiamo muovendo per aumentare il numero di alloggi - spiega Raspanti - Anche se la scadenza del bando è il 15 agosto, stiamo lavorando per accedere alle risorse che la Regione ha messo a disposizione per l’acquisto di case da privati. Stamani (ieri mattina ndr) sono poi partite lettere indirizzate a vari enti, dalla direzione regionale dell’Inps, dell’Inail, all’Asl, al Demanio, al ministero della Difesa, alla Provincia per chiedere se hanno a disposizione immobili da affittare o da acquistare. Analogo tentativo verrà fatto a breve con proprietari privati».

L’amministrazione vuol intervenire poi al più presto su 250 abitazioni, rispetto a 6mila complessive, che non sono state assegnate perché devono essere ristrutturate . L’assessore Raspanti sta lavorando anche sulle occupazioni per ottenere il ritorno alla normalità attraverso soluzioni ponte. «Stiamo pensando a una task force - va avanti l’assessore - per sostenere i nuclei, che si trovano in situazioni di illegalità, con il coinvolgimento del terzo settore». In più è necessario velocizzare le decadenze e migliorare le chiusura degli appartamenti in modo da evitare nuove occupazioni . Più deve partire al più presto anche un piano sulle morosità per mettere in grado Casalp di lavorare al meglio sul patrimonio che gestisce».

 

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