Il lutto
Rizzo rilancia i comunisti Bottai nominato coordinatore
LIVORNO. Centotrenta persone hanno partecipato alla cena di autofinanziamento, circa 250 invece quelle che sono transitate all’Arena Astra durante la visita di Marco Rizzo, leader del Partito Comunista, in visita a Livorno. E’ stata l’occasione per gettare le basi di una sezione labronica subito dopo il congresso nazionale di fine anno, contando sui numeri che la città sembra garantire: alle Europee ha fruttato quasi il 4%.
Rizzo ha lanciato la proposta di fare in settembre la festa nazionale del partito proprio a Livorno, una città che dopo il recente voto ha confermato – è stato detto – una diffusa esigenza di ricerca di identità di classe, superando la logica dei tre blocchi rappresentati dalla destra, il Pd e il M5s.
«Non ci leghiamo solo ai ricordi, ma vogliamo cambiare un modello di società», ha ripetuto Rizzo ai tanti che lo hanno fermato. Gli interventi sono stati aperti da Francesco Carrieri, militante del Fronte della Gioventù Comunista, conosciuto ai più al tempo delle manifestazioni studentesche e in particolare, quella nazionale del 22 febbraio contro il cambiamento degli esami deciso dal ministro dell’istruzione.
«L’obiettivo è radicarsi sul territorio senza rincorrere un pugno di voti. Si deve pensare ai giovani. In questo non c’è lavoro per i ragazzi e si nega un futuro. All’individuo e di conseguenza alla nazione» ha detto, prima di cedere la parola a Lenny Bottai, il noto pugile livornese che ha assunto il ruolo di coordinatore della segreteria della federazione cittadina dopo i ripetuti inviti di Rizzo: «Penso che questo giorno sia un momento importante. Viviamo in un territorio devastato culturalmente dal Pd, che si è appropriato di un’identità sputando sulla storia e sulla tradizione del Pci. Il comunismo è più che mai necessario. Senza un’idea che parta da lì non si va da nessuna parte. Come disse Majakovskij “noi siamo il sangue nuovo nelle arterie della città, il corpo dei campi di biade, il filo del tessuto d’idee”. Ripartiamo da lì». —
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