Gioco
Porto 2000 contro l’Authority «Danneggiati dall’iter-lumaca»
Il fronte filo-Onorato torna all’attacco sulle aree a Sintermar-Sdt (Grimaldi) «Palazzo Rosciano deve decidere, la procedura non può essere senza fine»
LIVORNO. Il porto non ha pace: se la soluzione trovata per il rinnovo della concessione del terminal Lorenzini ha portato almeno a una tregua su quel versante, adesso torna a tuonare il fronte degli Onorato rimettendo al centro, sull’altra sponda della Darsena Toscana, il caso degli accosti 14/E-F-G finiti anche nel mirino dell’inchiesta choc della magistratura che ha portato alla decapitazione dell’Authority per via dell’interdizione temporanea del presidente Stefano Corsini e del segretario generale Massimo Provinciali.
Di cosa stiamo parlando? Del fatto che Matteo Savelli, presidente di Porto di Livorno 2000, la società controllata dalla famiglia di Vincenzo, Achille e Alessandro Onorato che si è aggiudicata la privatizzazione dello scalo traghetti e crociere, ha sparato una cannonata contro l’Authority: dice al Tirreno che il porto di Livorno è «sempre più fuori legge». Da ricordare che in Porto 2000 continua ad avere una partecipazione di minoranza la stessa Autorità portuale (che esprime una parte del consiglio d’amministrazione) e ha uno zampino anche Msc, lo stesso colosso che avevamo trovato al 50% nel terminal di Enio Lorenzini e Ugo Grifoni.
Ma sull’utilizzo di quei 4 ettari di banchina c’è una sospensiva del Tar che, in attesa del pronunciamento sul merito, consente a Sdt (la società nata dall’alleanza fra Tdt e la Sintermar di Manuel Grimaldi, Piero Neri e Silvio Fremura) di usare quegli spazi. «In realtà, - contrattacca Savelli – è un paravento giuridico che viene adoperato per lasciare a bagnomaria una situazione che tutti sanno essere abusiva: si allunga in modo improprio questa anticipata occupazione, grazie al fatto che Palazzo Rosciano non ha ancora concluso l’iter di questa concessione, ed è già passato più di un anno e mezzo fa da quando è partito».
Savelli insiste su un punto: la sospensiva del Tar non dice di sospendere anche l’iter. Al contrario, il procedimento vada avanti perché «l’Authority ha già quintali di documenti», aggiunge (e il riferimento dev’essere evidentemente al fatto che all’inizio della settimana c’è una conferenza dei servizi su questa vicenda).
Il problema però non è solo «questa sorta di limbo sotto l’ombrello della sospensiva». Il numero uno di Porto 2000 va all’attacco contro una decisione che il commissario dell’Authority, l’ammiraglio Pietro Verna, ha preso il 21 giugno scorso: «Con il provvedimento n. 84 – rincara – è arrivata una ulteriore autorizzazione a Sdt per utilizzare le aree in radice della Sponda Ovest finché non sarà terminato l’iter riguardante l’istanza di concessione demaniale. Tutto questo fa a pugni con gli obblighi dell’Authority».. E giù una cannonata contro quelli che «per noi di Porto 2000 sono incontri o conferenze di servizi inutili, volti solamente ad allungare il brodo, procrastinando una situazione ormai illecita da anni».
Savelli ricorda che il Tar dovrà accertare «esclusivamente la legittimità o meno dell’occupazione temporanea rilasciata a Sdt proprio in attesa della definizione del procedimento concessorio avviato ormai un anno e mezzo fa». Ma se il procedimento ha «una durata infinita chi se ne avvantaggia è proprio chi ha l’occupazione temporanea». Eppure – ricorda – la legge prescrive che «se per la particolare complessità degli atti si va oltre i 3 mesi, resta il fatto che non si può andare comunque oltre i 6 mesi (e la decorrenza è dall’inizio del procedimento o dal ricevimento della domanda)». —
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