Gioco
Contratti solo per un giorno, in sciopero lavoratori del porto
Vengono chiamati da un’agenzia interinale dalle tre alle venti volte al mese L’incarico arriva per sms anche solo 3 ore prima: «Nessuna dignità e certezza»
Da ieri e per tre giorni sono in “sciopero”. Trenta lavoratori portuali che fanno riferimento all’agenzia interinale “Intempo” hanno deciso di rifiutare le chiamate che riceveranno in questi giorni. Prima di spiegare perché non andranno a lavorare bisogna dire che il loro è uno sciopero con le virgolette perché anche protestare contro il datore di lavoro e non presentarsi in azienda è un diritto che loro non hanno. E qui si entra nel merito della loro protesta: cioé da quattro anni vanno avanti a contratti che durano un giorno, mai un periodo più lungo. Il massimo, in positivo, che può capitarli è di avere due turni attaccati, 12 ore di incarico. Vale a dire complessivamente 150 contratti in un anno. Perché, se in estate, la situazione è migliore e i lavoratori riescono ad avere anche 20 contratti in un mese, in inverno si viaggia su una media di 2/3 al mese. Con la solita modalità: messaggio un paio di ore prima dell’inizio del turno (anche di notte), contratto inviato per mail e firma digitale. Un ricorso, quello ai lavoratori interinali, che funziona soprattutto tra il sabato e domenica, i giorni festivi, la notte. Un sistema che non permette ai lavoratori nemmeno di poter integrare con altre collaborazioni.
Questa è la situazione dell’ ultimo scalino del lavoro in porto che viene fornito dall’agenzia interinale ad Alp (Agenzia del lavoro portuale)che a sua volta lo somministra alle aziende del porto che hanno bisogno di personale per il rizzaggio dei container, il carico e scarico della merci delle navi.
Una condizione «che toglie dignità - spiegano Filippo Bellandi del Nidil Cgil e alcuni dei lavoratori - e diritti». «Ci sentiamo come strumenti - spiegano ancora i lavoratori interinali - perchè poi a novembre siamo dimenticati e ci chiamano solo un paio di volte al mese».
«La nostra richiesta - continuano il responsabile del Nidil Cgil - è di avere un minimo di turni garantiti e contratti più stabili. Anche un part time con l’agenzia interinale che, nei periodi di meno lavoro, potrebbe far ricorso anche una sorta di “cassa integrazione”».
Filippo Bellandi chiede l’apertura di un tavolo di trattativa con Alp, l’agenzia interinale e le aziende del porto.
Tutto questo in una situazione in cui spiegano i lavoratori in sciopero «l’attività del porto va bene e la sensazione è che, tra i dipendenti delle aziende che lavorano in porto, ci sia un ampio ricorso al lavoro straordinario».
«E infatti - aggiunge un lavoratore - mi sono ritrovato in furgone dove guidava un autista che aveva fatto tre turni di lavoro consecutivi».
Da qui la sottolineatura anche del problema della sicurezza sul luogo del lavoro. I lavoratori invocano più controlli.
E gli stessi concludono spiegando che «più volte hanno fatto corsi di formazione anche sulla questione della sicurezza grazie alla agenzia di formazione, la Regione Toscana e il fondo Formatemp». —
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