Il Tirreno

Livorno

«Garibaldo e Osmana» Una dedica speciale sul gozzo del Labrone per ricordare i Benifei

Nicolò Cecioni
«Garibaldo e Osmana» Una dedica speciale sul gozzo del Labrone per ricordare i Benifei

Il nome dei coniugi antifascisti stampato sulla fiancata della barca I vogatori commossi: «Lanciato un razzo nel cielo dell’indifferenza» 

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la cerimonia

La storia della Livorno antifascista stampata per sempre sulla fiancata del gozzo. Mercoledì sera la sezione nautica Labrone ha intitolato la barca a 10 remi a Garibaldo e Osmana Benifei, i due coniugi partigiani scomparsi pochi anni fa dopo una vita passata a portare avanti i valori della Resistenza e della Costituzione. La cerimonia si è svolta sugli scali Novi Lena, dove ha sede la cantina amaranto-giallo-blu, dopo l’uscita in mare dell’equipaggio che si sta preparando ad affrontare il Palio. Per molti ragazzi si tratta del primo Palio, visto che la cantina a settembre è stata «adottata» dagli ultrà della Curva che ne hanno evitato la chiusura. Ad accogliere i vogatori dopo l’allenamento, non sono stati solo i dirigenti e i cantinieri. Ad aspettare gli atleti, infatti, erano presenti i parenti di Osmana e Garibaldo, le istituzioni e le associazioni antifasciste livornesi.

«Abbiamo lanciato un razzo nel cielo buio dell’indifferenza – hanno detto i ragazzi del Labrone – che in questi anni ha fatto sì che le nuove generazioni non conoscessero neanche cosa fosse la Cpppa Ilio Barontini. Il Labrone andrà avanti ancor più deciso continuando questo bellissimo percorso, per raggiungere traguardi sportivi ma sopratutto sociali sempre più importanti».

Applausi, strette di mano, commozione e fumogeni hanno accompagnato l’intitolazione del gozzo ai due coniugi partigiani livornesi. Un momento importante per tutta la città, a dimostrazione di quanto le tradizioni remiere e il mondo delle cantine vadano di pari passo con i valori sui quali si fonda la nostra società. Per questo anche il sindaco Luca Salvetti, insieme ad altri rappresentanti delle istituzioni, ha risposto presente. «Siamo onorati quanto grati – hanno aggiunto i vogatori – di poter dedicare la nostra barca a due partigiani livornesi, due esempi da seguire e onorare, due persone che noi ricorderemo sempre con grande affetto e senso di appartenenza, non che amore per la nostra storia».

I vogatori hanno approfittato dell’occasione per lanciare un appello a tutta la città. «Tutti noi abbiamo dovuto imparare a vogare, montare un timone, ingrassare un remo e leggere i tempi sul fatidico remergometro. Purtroppo tutto questo “oro” è ancora un costo per la nostra città. Come Labrone siamo fieri di aver contribuito a riaccendere passione, voglia di aggregazione e riavvicinare i livornesi alle spallette. Rivolgiamo un appello alle istituzioni cittadine per far sì che la tradizione remiera ritorni a splendere e che sia il fiore all’occhiello della città come una volta. Non dovrà più capitare che una sezione nautica come questa debba essere adottata da dei cittadini e salvata da una morte lenta quanto inesorabile». L’ultimo commosso ringraziamento, gli atleti amaranto-giallo-blu lo hanno voluto dedicare alla famiglia Benifei. «Il nostro più sentito grazie – hanno detto nella commozione generale – lo dedichiamo alla famiglia Benifei e a tutte le associazioni presenti all’intitolazione del nostro gozzo, ma sopratutto a Osmana e Garibaldo. Questo non è un gesto dovuto, ma è la dimostrazione concreta che le loro fatiche per noi non saranno mai vane». —

Nicolò Cecioni

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