Sicurezza
Nel blocco operatorio infermieri in rivolta «Spostateci di reparto»
La denuncia di Ferrucci (Fials): «Turni massacranti, riposi non rispettati Mancano le condizioni per lavorare in sicurezza»
LIVORNO. Ogni notte nel blocco operatorio dell’ospedale c’è il rischio che manchino gli infermieri per permettere gli interventi urgenti.
È il grido di allarme lanciato dal sindacato Fials nel giorno di una maxi-assemblea dei lavoratori dell’ospedale convocata dalla Rsu per questa mattina dalle 9 alle 11, alla quale parteciperanno tutti i sindacati e dalla quale potrebbe scaturire anche uno sciopero generale della sanità livornese per i primi giorni di luglio, dopo la recente proclamazione dello stato di agitazione contro la carenza di personale di tutti i reparti (ne parliamo a fianco).
«Quando l’azienda dice che il personale è aumentato, mente - attacca Massimo Ferrucci, segretario del Fials -, tutto al più sono state colmate lacune di anni, ma l’organico resta gravemente carente».
URGENZE CHIRURGICHE
A RISCHIO DI NOTTE
La situazione del blocco operatorio è emblematica, secondo il Fials. «Il regolamento dice che nel pomeriggio gli interventi programmati devono terminare alle 18.30 - spiega la sindacalista Daniela Boem -. L’orario non è casuale, perché alla fine delle operazioni chirurgiche sono necessarie attività di igiene e la predisposizione delle sale per il giorno dopo. Ma gli orari non vengono mai rispettati e molti interventi iniziano sapendo già che andranno ben oltre le 18.30. Quelli che si prolungano di più comportano che in sala intervengano le squadre di pronta disponibilità notturna, che vengono così utilizzate per terminare gli interventi del pomeriggio. Bisogna sapere che le squadre notturne sono due: se una squadra notturna è impegnata per un intervento del tardo pomeriggio, ne resta una sola per le urgenze. Ma se di notte ci sono due incidenti gravi che necessitano di un intervento urgente cosa succede? Chi va in sala operatoria insieme ai chirurghi?».
Boem racconta anche che la pronta disponibilità notturna - una sorta di reperibilità - fino a poco tempo fa riguardava una sola squadra di infermieri, mentre l’altra faceva un vero turno notturno in ospedale (con un giorno da smontante e uno di riposo). «Adesso il turno notturno è stato trasformato in reperibilità, con l’obiettivo di ridurre i riposi del personale. Ma di fatto, visto che le due squadre in reperibilità vengono chiamate tutte le notti, è un trucchetto per togliere i riposi al personale. Ci si dimentica però che le regole esistono perché si lavori in sicurezza, a tutela dei pazienti e degli operatori».
LO STESSO INFERMIERE
IN DUE SALE
«Ma non finisce qui - continua Boem -. Dentro al blocco operatorio c’è la recovery room, una stanza con 8 letti riservata a chi deve svegliarsi dopo l’anestesia. Chi si è fatto un’ernia non ha problemi, ma ci sono pazienti che sono intubati e hanno bisogno di un’assistenza intensiva o sub intensiva. Sapete chi gliela fa? Gli stessi infermieri di turno nelle sale operatorie, che dunque si dividono fisicamente su due stanze, al tavolo operatorio e in recovery room, col rischio che i pazienti restino incustoditi».
«CAMBIATECI REPARTO»
Il 21 giugno gli infermieri del Fials addetti al blocco operatorio si sono riuniti in assemblea. «Ci hanno manifestato in massa la volontà di andar via, di cambiare reparto - racconta Ferrucci -. Alcuni hanno già fatto domanda ma non è stato preso in considerazione. Altri la faranno. Tutti vogliono andarsene. Noi abbiamo aperto una vertenza con l’azienda che ci ha visto anche in prefettura avente come oggetto l’evidente difficoltà operativa perché la carenza di personale mette in discussione la possibilità di lavorare in sicurezza».
«Questa situazione - aggiunge Boem - è lo specchio di una realtà che ben si legge nelle liste di attesa chirurgiche. La soluzione è aumentare il personale e aprire più tavoli operatori. Ma serve una scelta aziendale che investa nel personale infermieristico e medico». G.C.
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