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Casalese si rivolge a una fiduciaria: consulente sanzionato per antiriciclaggio
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Militari della guardia di finanzaLivorno: l'uomo aveva dato mandato per costituire, intestarsi e amministrare un’azienda pistoiese del settore della ristorazione
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LIVORNO. È un ufficio come tanti a Livorno dove ha sede una società fiduciaria. Lì si sono presentati i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Livorno, guidato dal tenente colonnello Gabriel Baron, per un controllo antiriciclaggio. Tra i contratti esaminati quello relativo al mandato per costituire, intestarsi e amministrare un’azienda pistoiese attiva nel settore della ristorazione.
Sin qui nulla di particolare. Sono legittimi i motivi per i quali rivolgersi a una fiduciaria per la gestione di beni “schermando” la titolarità formale del vero proprietario. In questo caso, però, il “fiduciante” era un casertano già balzato alle cronache come affiliato al clan dei Casalesi e indagato dalla Dda di Firenze per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro “sporco”, alla corruzione, a frodi e truffe.
Gli elementi oggettivi (intestazione fiduciaria) e soggettivi (coinvolgimento nei contesti di indagine) sottesi al mandato fiduciario avrebbero dovuto indurre l’amministratore della fiduciaria a inviare una segnalazione di operazione sospetta all’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. Iniziativa obbligatoria ma non avvenuta. Per questo, al titolare della società livornese, è stata contestata la violazione del decreto antiriciclaggio e il verbale inviato alla Quinta direzione del ministero dell’Economia e delle Finanze, competente a emettere le sanzioni.
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