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Magna, lavoratori preoccupati nessuna garanzia per il futuro

Lucia Aterini
Magna, lavoratori preoccupati nessuna garanzia per il futuro

L’azienda non rilascia dichiarazioni sulle produzioni previste nei prossimi anni  Cento le firme raccolte per il referendum sull’accordo del taglio agli stipendi  

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Paura che lo stabilimento di Livorno possa chiudere. I dipendenti dell’azienda Magna Closures stanno vivendo ore di preoccupazione perché ancora non hanno certezze sul loro futuro.

Cioé, in altre parole, non sanno se la produzione della commessa Bmw rimarrà a Livorno oppure sarà dirottata in uno degli altri due stabilimenti della casa madre, in Germania o in Polonia.

Nel frattempo prosegue il confronto tra i lavoratori con la raccolta di firme per ottenere il referendum sull’accordo che prevede una riduzione di stipendio per i nuovi assunti. Una richiesta, quella per la votazione, portata avanti dal sindacato Usb.

Dalla direzione livornese dell’azienda non è stata fornita alcuna indicazione sulle decisioni prese per il futuro dei 700 lavoratori dello stabilimento di Guasticce. Ma ieri c’è stata una cosiddetta “convention”, cioé l’azienda ha spiegato la situazione ai dipendenti.

Da quanto è emerso in un incontro di una trentina di minuti, l’azienda nonsarebbe più competitiva sul mercato.

Ai lavoratori è stato spiegato che le serrature di Magna costano 30 euro l’una mentre, invece, in altri stabilimenti si possono acquistare a 7 euro. E che la percezione, nel settore dell’auto, è che quest’ultime non siano fondamentali .

Dunque è necessaria una progressiva diminuzione del costo del lavoro .

Da qui è partita la richiesta dell’azienda ai lavoratori stessi: di sostenere l’accordo firmato con i sindacati perché potrebbe essere utile a fare in modo che la commessa del 2021 della Bmw sia agganciata a Livorno. E comunque, come è stato spiegato ieri, non è certo che anche con l’accordo già sottoscritto la commessa possa rimanere a Livorno.

In questo modo, il sito di Guasticce si avvierebbe su una strada di inesorabile declino potendo contare solo sulle produzioni per Audi e Fiat che però non basterebbero, anche a detta di lavoratori e sindacati, a garantire un futuro concreto ai 700 addetti.

Da qui le molte preoccupazioni dei lavoratori che avranno una risposta solo nei prossimi giorni quando gli addetti verranno convocati per esser messi a conoscenza delle decisioni della multinazionale.

Intanto venerdì scade il termine per la raccolta delle firme per il referendum sull’accordo.

Tra due giorni, infatti, cioè entro venerdì dovranno essere presentate 180 firme per poter passare la richiesta del referendum.

L’Usb ritiene che l’accordo firmato da Fiom Cgil e Fim Cisl non sia stato condiviso dai lavoratori, sia stato imposto dalle stesse organizzazioni sindacali senza passaggi intermedi.

E sia in sostanza «un ricatto» dell’azienda che così potrebbe diminuire drasticamente il costo del lavoro tagliando dalle duecento alle trecento euro al mese agli stipendi delle persone che , se partisse il lavoro con la Bmw, sarebbero assunte dalla Magna Closures.

Al momento sono 100 le firme che sono state trovate tra gli addetti ma come spiega il sindacato Usb « c’è un clima di paura e di terrore per quello che potrebbe accadere.

E questo non aiuta affatto a fare in modo che i lavoratori decidano serenamente su questo argomento. —



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