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Magna, in ottanta firmano per fare il referendum sull’accordo
Ieri mattina ai cancelli dell’azienda i lavoratori con l’ Usb contro il taglio degli stipendi per i nuovi assunti
Ieri, all’ingresso dello stabilimento Magna Closures, la preoccupazione era palpabile. Ancora la multinazionale canadese non ha scelto in quale stabilimento dare il via alla produzione della commessa targata Bmw a partire dal 2021. E i 700 posti attuali rimangono così in bilico. Ma, allo stesso tempo, i lavoratori si interrogano sull’accordo sindacale sottoscritto da Fiom Cgil e Fim Cisl che prevede per i nuovi assunti un taglio dello stipendio pari a tra 200 e 300 euro (le nuovi assunzioni scatterebbero solo nel caso della nuova commessa Bmw).
Tra le 13.30 e le 14.30, fuori dal cancello dell’azienda c’era un gruppo di lavoratori vicini o aderenti all’Usb (Unione sindacale di base) che chiedevano le firme per presentare un referendum su questo accordo come prevede lo statuto della Rsu. Con loro anche una rappresentanza della mozione di minoranza della Cgil.
Complessivamente sono state raccolte già 80 firme e per arrivare al referendum ne servono ancora un centinaio. Un obiettivo che, secondo i promotori, sarebbe raggiungibile. «Abbiamo ancora due/tre giorni - spiega Simone Selmi, responsabile provinciale dell’Usl industria - sarebbe risultato importante perché anche la Fiom Cgil, nel suo statuto, prevede che ogni accordo tra le parti deve essere votato tra i lavoratori». Per Selmi il percorso era già tracciato senza necessità di nuovi accordi. «Era stato firmato il contratto di solidarietà con la previsione delle commesse e un accordo di programma con la Regione. Invece ora è stato rimesso tutto in discussione, ormai in Italia avviene questo. E pensare che venerdì 14 Fiom e Fim hanno fatto uno sciopero per l’aumento del salario e invece qui abbiamo fatto l’opposto». E conclude: «Qui a Livorno abbiamo già visto questa strategia perché anche se le multinazionali hanno concessioni, se hanno deciso di andare via, lo fanno». Come spiega Antonio Stefanini della Cgil (mozione di minoranza) «c’è un forte disagio. Alcuni lavoratori sono rassegnati, altri però non vogliono subire un’ingiustizia ed è per questo che abbiamo deciso di dare una mano in questa raccolta di firme» .
Da parte della Cgil, il segretario Fabrizio Zannotti ribadisce la bontà dell’accordo che dovrebbe essere propedeutico a portare la commessa Bmw a Livorno.E considerando la situazione in cui si troverebbe il nostro stabilimento nel caso in cui il lavoro del 2021 prendesse la strada della Germania o della Polonia. Il segretario tiene a chiarire che «nell’accordo che abbiamo sottoscritto non ci sono deroghe al contratto nazionale come invece da qualche parte è stato detto». Si va a incidere per i nuovi assunti sulla parte dell’integrativo» . «Noi, a differenza di altri casi in cui i contratti dei lavoratori sono stati trasformati da full time in part time - va avanti il segretario - abbiamo garantito i diritti dei lavoratori, non è stato toccato niente».Il prossimo appuntamento è previsto per domani quando ci sarà un incontro del sindacato per fare il punto della situazione e nei prossimi giorni l’azienda convocherà la Rsu. E, in ogni caso, ancora la situazione viene definita «liquida». —
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