Gioco
In 18 mesi chiuse 300 ditte fantasma e una tonnellata di cocaina distrutta
È il bilancio delle Fiamme gialle nel giorno della loro festa Con l’Asl beccati 330 medici e infermieri evasori del ticket
Settecentocinquanta persone denunciate, di cui 71 finite in manette. Di fatto un arresto alla settimana, sempre per crimini economico-finanziari. Sono i numeri dell’ultimo anno e mezzo della guardia di finanza di Livorno, che nello stesso lasso di tempo ha scoperto 300 imprese fantasma, 30 milioni di euro di Iva evasa e 2,3 milioni di danno erariale. Ma non solo: anche una tonnellata di cocaina sequestrata in porto e 7.500 interventi di polizia a tutela della concorrenza sui mercati.
È il bilancio tracciato ieri durante il 245esimo anniversario della fondazione delle Fiamme gialle dal comandante provinciale, Gaetano Cutarelli. «È una cerimonia sobria – ha ricordato il colonnello leggendo il suo discorso – secondo le direttive del comandante regionale Bruno Bartoloni, che saluto e ringrazio, ma non per questo meno sentita. Stiamo profondendo energie per combattere l’evasione fiscale, le frodi e gli sprechi di risorse pubbliche, la criminalità economica, il traffico di droga e quant’altro. I risultati raggiunti sono il frutto dell’azione di contrasto integrata dei nostri reparti territoriali e aeronavali».
Un bilancio sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente, ha poi sottolineato Cutarelli, spiegando che «i finanzieri livornesi hanno inoltre sequestrato beni e valori per cinque milioni di euro. Sul fronte evasione sono stati poi individuati 300 evasori totali. Sul fronte della tutela della spesa pubblica oltre al danno erariale di 2,3 milioni di euro, con 19 persone segnalate alla Corte dei conti, sono stati scoperti 82 “furbetti” del ticket sanitario che avevano ottenuto indebitamente l’esenzione. Sono 16 invece le persone denunciate per bancarotta. Nel settore della lotta alla contraffazione i finanzieri hanno sequestrato oltre 337 mila prodotti».
Proprio negli ospedali della provincia il Nucleo di polizia economico-finanziaria, in un’indagine conclusa a fine 2018, ha accertato con la collaborazione dell’Asl Toscana nord ovest condotte fraudolente commesse negli anni passati fra Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio, attraverso finti ricoveri. Ad avvantaggiarsi sono stati alcuni dipendenti delle stesse strutture mediche, 330 tra medici e infermieri nonché i loro familiari, in 189, a fronte di 19.900 prestazioni diagnostiche irregolari tra analisi di laboratorio ed esami radiologici fruite complessivamente da 1.367 persone che hanno omesso il versamento del contributo al Servizio sanitario nazionale, per un danno erariale segnalato alla procura regionale della Corte dei conti pari a oltre 100mila euro.
Tra i casi di riciclaggio di denaro sporco, invece, vi è un accertamento effettuato verso un imprenditore del settore immobiliare che ha reimpiegato nell’economia regolare 600mila euro tra compravendite di appartamenti e aumenti di capitale societari. E nel settore della lotta alla contraffazione dei marchi e alla pirateria audiovisiva e informatica sono stati eseguiti 115 interventi con la denuncia all’autorità giudiziaria di 55 persone. Oltre 337 mila i prodotti sequestrati, costituiti in gran parte da capi di abbigliamento e accessori contraffatti, pericolosi o recanti una falsa indicazione di origine o provenienza, come quella del “made in Italy”, anche quando le merci sono di origine diversa. Infine, le sostanze stupefacenti sequestrate dalle Fiamme gialle labroniche in tutta la provincia hanno superato la cifra di una tonnellata: 960 chili sono stati rinvenuti solo nel porto di Livorno. —
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