Gioco
L’appello del commissario «Il porto smetta di litigare»
Nasce Confetra Toscana: Nereo Marcucci insiste sul «rispetto delle regole», il prof. Lanzara ricorda che la logistica è fattore-chiave della competitività
LIVORNO. L’hanno chiamata “slowbalisation” per descrivere quel mix di decrescita infelice e globalizzazione al rallentatore che contraddistingue i nostri anni: al tempo stesso però, le merci devono correre più in fretta su navi più grandi che servono mercati più interconnessi. È lo scenario con il quale fare i conti: ma per evitare di alzare le braccia e arrendersi di fronte alla dimensione “macro”, c’è chi pensa di ripartire dalla microfisica dei territori: è il caso di Confetra, che a livello nazionale raggruppa 108mila aziende nel settore logistico, l’equivalente del 9% del Pil (con 800mila posti di lavoro e 85 miliardi di valore prodotto. Come? Creando una serie di articolazioni regionali: quella toscana è stata tenuta a battesimo in Fortezza Vecchia dal presidente nazionale Nereo Marcucci, livornese, e dal neo-leader toscano Andrea Bartolozzi.
È stata anche l’occasione perché nella tavola rotonda, rispondendo a una specifica domanda, il commissario-ammiraglio Pietro Verna si lanciasse in un appello ai protagonisti del porto perché la smettano di litigare: un «appello alla responsabilità» perché «nessuno può pretendere che un provvedimento calzi a pennello». Aggiungendo poi: «Sarebbe imperdonabile se a causa dei dissidi si perdessero opportunità di crescita: tutti sconterebbero il fallimento. Dunque, auspico che i problemi si possano risolvere con il confronto, non con le guerre a colpi di carte bollate».
Anche Marcucci ha messo l’accento sulle regole: serve – questa la sua argomentazione – la capacità degli organismi regolatori di mantenere la competizione (che è nella natura del mercato) dentro «regole chiare che per loro natura sono adatte a perseguire l’interesse generale. Con una sola stella polare: più traffici, più “buona occupazione”».
È stato poi Bartolozzi a richiamare l’attenzione sull’ampliamento del credito d’imposta e sulle “Zes” (zone economiche speciali). Con una sottolineatura: l’export nei primi tre mesi dell’anno è cresciuto del 16,1% in Toscana (e del 2% a livello nazionale).
Alla tribuna si sono alternati due studiosi: Riccardo Lanzara (Università di Pisa) e Alessandro Panaro (centro studi Srm). Il prof. Lanzara indica che l’insediamento di attività industriale nella componentistica auto è stata attratta in Toscana da fattori come la “produzione” di intelligenze da parte dell’università e dal sistema logistico. La logistica è fattor di competitività dei territo, è stato sottolineato. Panaro invece ha segnalato che l’export toscano in tonnellate è al 76% inviato via mare: a cominciare da macchinari (34%), alimentari e bevande (13%), chimica (12%). I partner? Macché Cina, sono Stati Uniti, Germania e Francia.
Nella tavola rotonda il presidente della Camera di Commercio Riccardo Breda ha messo in rilievo il bisogno di semplificare la burocrazia mentre Marco Toccafondi (dirigente Rfi, gruppo Fs) ha ricordato che «fra poche settimane si darà il via ai lavori per lo scavalco ferroviario fra porto e interporto, ter,ineranno nella prima metà del 2022».
Daniele Ciulli (direttore generale dell’interporto della Toscana centrale) ha puntualizzato che all’infrastruttura pratese fa riferimento un vasto territorio che va dalla piana lucchese fino alla Val di Chiana e anche l’Umbria: avverte che il nuovo assetto del porto di Savona Vado rimescolerà i flussi.
«I controlli sono visti come ostacoli, in realtà sono indipensabili: è per questo che cerchiamo di ridurre l’impatto sulla velocità del flusso di merci ma al tempo stesso migliorare la digitalizzazione»: lo ha detto Roberto Chiara, direttore interregionale delle Dogane.
Bino Fulceri (amministratore delegato dell’interporto Vespucci) ha disegnato l’identikit del polo di Guasticce: non più una idrovora di fondi, ora ha rimesso in ordine i conti e accoglie 60 imprese con un migliaio di addetti.
Per Linda Stivala (direttore commerciale Toscana Aeroporti) la connessione fra scalo portuale e scali aeroportuali ha «una grossa potenzialità» mentre per Silvia Moretto (numero uno degli spedizionieri a livello nazionale) il settore delle spedizioni consente «un’alta flessibilità che mette ancora al centro la risorsa umana». L’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli ha concluso ricordando che la Regione Toscana, caso più unico che raro, ha investito 600 milioni di euro destinandoli ai porti. —
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