Il Tirreno

Livorno

L’accordo e le contro-firme sindacati divisi sulla Magna

J.G.
L’accordo e le contro-firme sindacati divisi sulla Magna

Usb piazza il banchetto davanti alla porta per chiedere il referendum tra gli operai Fiom difende l’atto firmato con la multinazionale: «Proviamo a tenerci il lavoro»

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livorno. È proprio in una stanzina dello stabilimento di Guasticce, dove si fanno anche ricerca e sviluppo per tutto il gruppo, che negli ultimi mesi ha visto la luce il prototipo delle serrature targate Bmw che ora tengono con il fiato sospeso 540 operai. Le serrature di ultima generazione che la multinazionale austrocanadese Magna deve ora decidere in quale dei suoi stabilimenti produrre a partire dal 2021: a Guasticce, in Germania o in Polonia.

Nello schizzofrenico settore dell’automotive, dove il giorno prima non hai braccia a sufficienza per i picchi di lavoro e il giorno dopo ti ritrovi con produzioni in esaurimento e cancelli chiusi (ne sanno qualcosa i lavoratori dell’ex Trw), una commessa come questa è considerata vitale. Tanto più se si pensa che gli operai di Guasticce sono in solidarietà già da ottobre.

È dall’accordo sulla solidarietà firmato a ottobre che parte uno dei coordinatori di Usb, Giovanni Ceraolo, prima di annunciare che oggi il sindacato posizionerà un banchetto davanti alla fabbrica. Obiettivo: raccogliere le 170 firme che servirebbero per indire un referendum tra i lavoratori e rimettere in discussione l’accordo che è invece stato firmato pochi giorni fa con la multinazionale da Fiom Cgil e Fim Cisl sulle buste paga più leggere per gli eventuali 60 nuovi assunti. Un accordo vincolato all’arrivo a Livorno della famosa commessa Bmw di cui ancora non c’è certezza.

«Eppure – incalza Ceraolo – nell’accordo che abbiamo siglato tutti otto mesi fa, c’era scritto che la solidarietà si sarebbe interrotta nel 2021 perché era stata data per certa la nuova commessa. Poi la scorsa settimana il dirigente livornese della Magna ha riunito la Rsu, ha detto che la commessa non è più certa e per cercare di tenerla, visto che siamo in ballo con altri due stabilimenti, ha chiesto di firmare l’accordo che permetterebbe di assumere 60 persone senza l’integrativo e altre voci dello stipendio (circa 300 euro in meno al mese). Tra l’altro per questi 60 non si parla solo di tempo indeterminato, ma anche dideterminato o apprendistato...». Usb non ha firmato: «Se una multinazionale decide di chiudere uno stabilimento del genere, non è certo per poche migliaia di euro». E «se si pensa di arrivare ai salari della Polonia è finita...». «Visto che l’azienda – conclude – nei mesi passati ha preso impegni con le istituzioni e ha ricevuto dei soldi, in questa fase, come mi sembra stiano facendo, siano le istituzioni a battere i pugni sui tavoli. Un accordo del genere diventa invece un precedente pericoloso, non è così che si evita la chiusura».

Di tutt’altro avviso Simone Puppo, che nella Fiom ha in mano la delega alla componentistica: «Lo abbiamo firmato per mettere tutti in sicurezza e per avere una possibilità in più. Questo è il senso dell’accordo: tenersi il lavoro con le unghie e con i denti». «Le multinazionali – torna anche lui all’accordo sulla solidarietà – acquisiscono prodotti, poi però decidono dove portarli. È certa la commessa, non le destinazioni...». Puppo chiede che «non ci siano speculazioni sulle difficoltà per vedere chi è più bravo con i lavoratori», fa riferimento al lavoro delle istituzioni sul fronte di incentivi e aree, e torna a difendere l’accordo di pochi giorni: «È legato alla commessa, se arriva si sviluppa un certo tipo di piano industriale altrimenti decade. E si apre un grosso problema...». Perché quello di Guasticce è uno stabilimento tutto sommato sano, ma con linee (da quella dell’Audi a quella degli attuatori) che guardando a “dopodomani” vanno verso fine produzione. La commessa, insomma, è considerata vitale. Come dimostra il fatto che il governatore della Toscana Enrico Rossi, come riportato ieri dal Tirreno, ha detto di volersi muovere con la Magna a Guasticce come fatto con la Solvay a Rosignano.

J.G.

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di Redazione web