Gioco
Allarme Senologia: il primario va a Siena e il reparto potrebbe restare senza medici
Il primo agosto Casella lascerà Livorno, ma la riorganizzazione della struttura è in alto mare e la sua equipe potrebbe seguirlo
Tra poco più di un mese, il 31 luglio, Donato Casella lascerà l’ospedale per diventare primario della Chirurgia Oncologica della Mammella alle Scotte, il policlinico universitario di Siena, dove ha vinto il concorso.
L’addio di Casella - che Il Tirreno aveva anticipato lo scorso marzo - potrebbe creare un vuoto pesante nel reparto di Senologia di Livorno.
Il rischio è che le lancette tornino indietro di tre anni, quando agli Spedali Riuniti non esisteva una struttura specializzata per la chirurgia mammaria e la maggiorparte delle pazienti livornesi e del resto della provincia erano costrette ad andare a Cisanello per operarsi.
La data di partenza di Casella avrebbe dovuto essere il primo luglio, tra una settimana. Ma a quanto risulta il medico è riuscito a far slittare di un mese il trasferimento, con l’obiettivo di dare più tempo all’Asl per gestire la sua successione e soprattutto l’organizzazione del reparto. La situazione però è completamente in alto mare.
RESTANO DUE MEDICI
Oggi l’organico dell’unità operativa è composto da tre chirurghi (erano 4 fino a poco tempo fa): accanto a Casella, ci sono Leonardo Barellini e Marco Marcasciano. Il primo, livornese, 49 anni, è cresciuto alla Chirurgia Generale di Maurizio Viti ed è passato alla Breast Unit due anni e mezzo fa, quando arrivò Casella di cui è diventato l’alter ego. Marcasciano invece, romano, 34 anni, è specializzato in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica e in ospedale è diventato un riferimento anche di altri reparti, a partire da Neurochirurgia.
Chiaramente con la partenza di Casella servirà un altro chirurgo, ma il nodo è chi gestirà la struttura e come.
CONCORSO FERMO da mesi
Va detto che per la direzione della neonata Unità operativa di Chirurgia Oncologica e Ricostruttiva della Mammella, lo scorso ottobre è stato varato un bando da Estar, l’ente della Regione addetto alla selezione del personale. Al concorso hanno presentato domanda, tra gli altri, sia Casella che Barellini. I termini per la candidatura sono scaduti nel novembre 2018, ma da allora è calato il silenzio. Se da un lato la cosa non stupisce - basti pensare che per la direzione di Ginecologia l’ospedale è in attesa dell’esito del concorso da 25 mesi -, dall’altro, nel caso specifico della Senologia, col primario (e fondatore della struttura) che se ne va, il rischio che la Chirurgia della Mammella resti senza una guida per mesi, se non per anni, è concretissimo e mette a serio pericolo la tenuta del reparto, ancora troppo giovane. Ancor di più se fosse vera la notizia secondo cui l’Asl avrebbe chiesto la riapertura del bando per avere nuove candidature.
COSA PUÒ SUCCEDERE
Per capire cosa sta succedendo in ospedale, bisogna spiegare innanzitutto che la scelta di Casella di andare a Siena dopo meno di tre anni dal suo arrivo a Livorno, non è stata particolarmente gradita ai vertici dell’Asl. Ma obiettivamente appare legittima e pure comprensibile visto il prestigio di lavorare in un policlinico universitario e le possibilità di investimenti che esso garantisce.
E d’altra parte, da quando è arrivato a Livorno nel dicembre 2016, fortemente voluto dall’allora direttore generale Maria Teresa De Lauretis, va riconosciuto al primario il merito di aver creato dal nulla una struttura che è diventata in pochissimo tempo un’eccellenza per la diagnosi e la cura del tumore al seno, affermandosi come riferimento - insieme a Pisa - per tutta la Toscana, con oltre mille interventi eseguiti in due anni e mezzo.
A Casella va dato anche il merito di aver formato una squadra molto unita e non è esclusa - stando a quanto si dice nelle corsie di viale Alfieri - l’ipotesi che sia Barellini che Marcasciano possano seguirlo a Siena. Sarebbe la soluzione peggiore per Livorno: di fatto verrebbero gettati al vento tre anni di lavoro e gli Spedali Riuniti tornerebbero a tre anni fa, quando la chirurgia della mammella veniva eseguita a Chirurgia Generale, ma di fatto le pazienti livornesi andavano a Pisa, dove c’è una struttura specializzata. L’altra ipotesi, più auspicabile per il nostro ospedale, è quella della continuità, con l’affidamento temporaneo dell’unità operativa a Barellini in vista di un rapido espletamento del concorso.
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