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Livorno

la manifestazione 

«Giustizia per i cani ammazzati» In piazza più di cento persone

Stefano Taglione
«Giustizia per i cani ammazzati» In piazza più di cento persone

Gli animali sono stati avvelenati e gettati in un pozzo a Montenero. Il padrone: «Chi ha agito è libero»

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Gli sposi escono dal municipio mentre i manifestanti gridano “Assassini, assassini”. Qualche invitato si gira perplesso. Ma poi capisce che quell’uomo al megafono non urla contro di loro. Urla contro chi ha ucciso Angel, Kingo e Thelma, i cani di Stefano Martinelli che il 13 maggio sono stati avvelenati, picchiati e gettati in un pozzo a Montenero, vicino a dove a ottobre si è trasferito il commerciante di 53 anni.

Livorno è scesa in piazza numerosa, sotto al Comune, per chiedere giustizia per i tre poveri animali. Con Martinelli, in mezzo alla folla, che riceve l’abbraccio di tutti. Anche di quelle (tante) persone che fino a ieri non aveva mai visto o sentito per telefono. «È un’emozione vedere così tanta gente – afferma – ma purtroppo mi fa male sapere che c’è un criminale ancora libero. Perché chi ha ammazzato i miei figli, non può starsene in giro impunito».

I «suoi figli» – come li chiama il commerciante – sono i due meticci e il levriero adottati nei mesi scorsi dopo una vita di sofferenze. Vite spezzate da chi li ha barbaramente uccisi, come evidenziato dall’autopsia effettuata dal professor Carlo Cantile della clinica veterinaria di San Piero a Grado dell’Università di Pisa, dove Martinelli ha portato i corpi dei suoi amati animali ormai esanimi.

Fuori dal municipio gli striscioni di protesta delle associazioni animaliste sono numerosissimi. C’è anche un bambino con al collo un cartello con su scritto «Giustizia per i cani avvelenati». È diventata la mascotte del sit-in già dalle 17.45, da quando con un quarto d’ora di anticipo è scoppiata una protesta civile quanto forte, con i carabinieri e agli agenti di questura e polizia municipale che a fatica dirigono il traffico, mentre i manifestanti passano da una parte all’altra della strada con gli striscioni e i megafoni.

Con loro c’è anche l’ex vicesindaca, ora consigliera del M5s, Stella Sorgente e l’ex assessore Andrea Morini. Poi la capogruppo della Lega Costanza Vaccaro e il parlamentare del Carroccio Manfredi Potenti, che in piazza ha rivelato di aver presentato, qualche giorno fa, una modifica all’articolo 544 del codice penale, quello che tratta l’uccisione di animali, prevedendo una pena da due mesi a un anno di reclusione e una multa da 800 a 5.000 euro per chi piazzi in giro trappole, bocconi avvelenati o altre sostanze che possano uccidere «la fauna selvatica o domestica», recita la proposta di legge.

Al sit-in c’erano le associazioni animaliste che hanno promosso l’iniziativa. Sono Ata-Pc onlus Livorno, AnimAnimale onlus, Facciadabeagle, Alma libre rescue, Animalisti italiani, Oipa Pisa, Guardia nazionale ambientale, Lega difesa nazionale del cane Grosseto e Leal Pisa. Nel corso delle ultime settimane, però, se ne sono aggiunte molte altre anche da fuori Toscana.

«Chi uccide gli animali – ha spiegato, ad esempio, Simona Bertotto di Ata-Pc Livorno – è capace di ammazzare anche gli uomini e le donne. Va fermato subito». «Speriamo di trovare i colpevoli, Livorno non ci sta a questi atti di violenza – aggiunge Brunetta Tori di AnimAnimale onlus – perché questo è peggio pure di quanto accaduto al povero Snoopy. Un episodio ancora più vigliacco». «Chi ha visto deve parlare», sottolinea Stefania Tamberi di Facciadabeagle. «Quello che vorrei – dice invece Laura Barachini di Leal onlus Pisa – è che vengano applicate le leggi per tutti coloro che maltrattano o uccidono gli animali». «È giusto essere qui per stare vicino a Stefano Martinelli. Vogliamo far sentire la nostra presenza», spiega Massimo Bertoli del Gruppo cinofilo livornese. Le indagini della polizia provinciale – che ha già trasmesso gli atti in procura – sono solo all’inizio. Nei prossimi giorni potrebbe esserci un sopralluogo degli inquirenti a Montenero. L’obiettivo è trovare chi ha ucciso i tre cani. —

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