Gioco
Moto contro auto A 56 anni la vita di un gioielliere è finita sul Romito
Paolo Taddei era titolare di una nota oreficeria a Cecina è morto sul colpo, illesa la conducente della vettura
Sul guard-rail lungo l’Aurelia, ieri mattina pochi metri di nastro segnaletico indicavano il punto d’impatto della moto. È una curva tra il ponte di Calignaia e Castel Sonnino, dove dieci ore prima, poco dopo le 23, Paolo Taddei si è schiantato con la sua Bmw ed ha perso la vita. Una strada che percorreva spesso: appassionato di moto e bici da corsa Taddei conosceva bene, e amava, le curve del Romito. Il commerciante cecinese, 56 anni, titolare con la moglie di una nota oreficeria sul corso Matteotti, stava tornando verso casa: passato da poco Calafuria si è scontrato con una Lancia Y10 condotta dalla trentenne livornese Sara Pacenti, che proveniva in senso opposto. Anche la ragazza tornava a casa, finito il lavoro a Quercianella. «Mi è piombato addosso», ha raccontato ancora scossa.
Un impatto laterale: secondo le prime testimonianze raccolte dai vigili urbani di Livorno che hanno svolto i rilievi giovedì notte, Taddei stava compiendo un sorpasso, ma non è chiaro se aveva già terminato la manovra o se stava rientrando in carreggiata. La ricostruzione dell’incidente è ancora tutta da definire (i vigili urbani infatti lanciano un appello attraverso Il Tirreno per cercare testimoni diretti). Il luogo dell’impatto era buio, con scarsissima visibilità.
Di fatto la moto si è scontrata con la fiancata laterale sinistra della Y10. L’urto è stato molto violento, tanto che l’auto si è fermata diversi metri più avanti e la moto è stata scaraventata verso il guard rail sul proprio senso di marcia. Il motociclista ha perso il casco e il decesso è stato immediato. Nel buio uno schianto terribile, sull’asfalto pezzi di plastica e vetro. Si è fermato un altro motociclista, Giacomo Santerini, che stava rientrando a casa a Quercianella, per chiamare i soccorsi e tentare di rianimare l’uomo coinvolto nell’incidente. Ma non c’era ormai più nulla da fare, il cuore di Taddei aveva smesso di battere.
Si sono fermati anche alcuni automobilisti, che hanno offerto il loro aiuto alla ragazza, ma visto che non era ferita dopo aver posizionato il triangolo si sono allontanati.
Nel frattempo è stata avvertita la centrale operativa del 118 che ha inviato due ambulanze della Misericordia, una delle quali con medico a bordo dal quartier generale di via Verdi, e una dalla sede di Antignano in via Mondolfi. Sul posto è intervenuta la polizia municipale. Che si è avvalsa dell’aiuto della Stradale per confermare l’identità del motociclista e avvertire la famiglia.
La ragazza è uscita dall’auto sotto choc ma per fortuna illesa. È stata raggiunta dal padre che le è rimasto accanto per tutto il periodo dei rilievi, che si sono protratti per diverse ore, anche a causa della mancanza di luce e del traffico che nonostante l’ora tarda era piuttoso intenso. Il corpo di Taddei è stato ricomposto al cimitero dei Lupi a Livorno e stamani sarà trasferito alla cappella del cimitero di Cecina.
Ieri mattina gli agenti sono tornati sul luogo dell’incidente per prendere le misurazioni alla luce del sole. La procura di Livorno ha aperto d’ufficio un fascicolo per omicidio stradale (articolo 589 bis del Codice penale) per accertare la dinamica e le effettive responsabilità. —
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