Il Tirreno

Livorno

La più giovane di Potere al popolo entra subito a gamba tesa sui Dem

J.G.
La più giovane di Potere al popolo entra subito a gamba tesa sui Dem

Trotta chiama in causa Simoncini, Strazzullo e dirigenti del Pd «Non avete imparato dagli errori». Fenzi: «No attacchi personali» 

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il personaggio

Studia storia moderna e contemporanea all’università di Pisa, compirà 21 anni a novembre e racconta di essere cresciuta a «pane e politica». Non così difficile da immaginare, visto che il padre Alessandro è stato un dirigente di primo piano di Rifondazione comunista: segretario, capogruppo, candidato sindaco. Aurora Trotta, eletta con 270 voti tra le file di Potere al Popolo, è da ieri la consigliera più giovane dell’assemblea di Palazzo Civico. La consigliera più giovane e quella che al debutto ha fatto l’intervento più duro, facendo schizzare sulla sedia assessori e rappresentanti soprattutto del Partito democratico.

Cosa ha detto? In un passaggio del suo primo intervento in sala ha letto queste frasi: «Questa giunta non sembra avere imparato dagli errori passati. L’esito del ballottaggio rappresenta il rifiuto da parte dei livornesi di un governo di destra, non certo l’appoggio a un nuovo governo della città gestito dalla dirigenza del Pd...». E qui pure l’uomo del centrodestra Andrea Romiti le ha dato pubblicamente ragione («sono stati chiesti voti contro altri»). «Nelle vostre liste – ha aggiunto – era candidato l’ex segretario generale della Cgil Maurizio Strazzullo che ha fatto gli interessi del vostro partito invece che quelli dei lavoratori. Oggi tra gli assessori figura il segretario del Pd Rocco Garufo, una nomina che cerca di mettere pace tra le vostre fazioni. La scelta di Gianfranco Simoncini come assessore al lavoro, colui che ha accompagnato alla chiusura le grandi fabbriche di questa città nel suo ruolo in Regione, è sintomo di una mancata presa di coscienza di ciò che è avvenuto negli ultimi vent’anni».

Luca Salvetti replica così: «È una lettura della composizione della giunta approssimativa. La squadra non è venuta fuori da quei giochi politici, anzi: forse un po’ di serenità dentro al Pd l’ha anche tolta, non aggiunta, tanto che Garufo ha anche annunciato le sue dimissioni da segretario. E il riferimento a Simoncini è ingeneroso: se Livorno ha perso grandi aziende non è certo per lui».

Si arrabbia dietro le quinte il capogruppo Pd Paolo Fenzi: «Parole fuori luogo su Strazzullo e Simoncini. Ok il giudizio politico, ma gli attacchi personali no, non possiamo accettarli». —

J.G.

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di Redazione web