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Cna, il direttore Valtriani lascia dopo 10 anni: «I sindaci ascoltino chi vive di lavoro»
Livorno, il numero uno dell'associazione passerà il testimone a Dario Talini: «Iniziai nell’87, crisi e politica hanno distrutto il territorio»
LIVORNO. «Quando si fa politica, l’interesse dev’essere rivolto alla città, non al partito che guida la città stessa». Nei sul suo decennio di mandato, Marco Valtriani, direttore generale della Cna di Livorno, non ha mai fatto grandi giri di parole. Stamani, dopo 32 anni di onorata militanza all’interno della confederazione, passerà il testimone a Dario Talini, che verrà nominato ufficialmente dall’assemblea. E prima di lasciare farà il suo ultimo saluto a soci e istituzioni. «Ho 64 anni – spiega – ed è giusto che vada in pensione. Questo è un incarico importante che ha bisogno di costante energia. Abbiamo ottimi giovani che adesso devono prendere in mano il timone per far fare il salto di qualità alle eccellenze del territorio.
A prescindere dal direttore, intorno a lui ci dev’essere un’ottima squadra di lavoro, altrimenti non si riescono a dare giuste risposte alle persone».. Quasi 3mila imprese in provincia e 1700 solo nella nostra città, oltre 2mila pensionati e altrettanti liberi cittadini sono i numeri della Cna livornese che vanta più di 7mila persone da Collesalvetti all’Isola d’Elba. «Questi sono numeri importanti, frutto di un lavoro costante e giornaliero che ci ha visti in prima linea su tantissimi fronti. All’interno del nostro sistema abbiamo lavoratori di ogni settore, da quello edile, ai trasporti, dal turismo ai negozi di quartiere. Non è facile rispondere alle esigenze di tutti, ma è proprio questa la nostra sfida quotidiana». Un impegno che Valtriani porta avanti dal lontano 1987. «Ricordo ancora il mio primo incarico. Me lo affidò il mio predecessore, Gino Baldi. Mi chiese di costituire il gruppo dirigente di Collesalvertti, che ancora non esisteva, e di seguirne lo sviluppo. Quella è ancora oggi una delle maggiori soddisfazioni che la Cna mi ha regalato».
Prima come singolo iscritto, poi come vicedirettore e infine, da 10 anni, come direttore, Valtriani ha visto da vicino l’evolversi di una crisi economica senza precedenti. «Sono diventato direttore all’inizio della crisi economica più forte del dopoguerra. Durante il mio mandato si sono toccate punte di difficoltà incredibili. Siamo l’unica provincia in tutta Italia ad avere due aree di crisi complessa, in Toscana ce n’è solo un’altra. È chiaro che c’è stato un grosso ridimensionamento dal punto di vista imprenditoriale. Ci sono settori che resistono e che stanno provando a crescere, penso al turismo e al le attività di servizio, sulle quali possiamo contare molto. Ma i settori che fanno reddito e creano occupazione, come l’autotrasporto, la meccanica, l’edilizia e la piccola e media impresa, stanno faticando tantissimo. Penso alle riparazioni navali di Livorno. Prima erano una parte fondamentale della nostra economia, adesso sono quasi del tutto sparite».
E, secondo il direttore uscente della Cna, la colpa di questa recessione è da ricercarsi nella politica. «Ultimamente i Comuni pensano più alla politica spicciola che alla vera amministrazione locale. Non è una questione legata a una singola città, è un trend che si è verificato su tutto il territorio. È mancata la coesione e l’aggregazione tra le forze che gestiscono la città, che non hanno mai cercato un vero confronto con le associazioni di categoria. E non parlo solo di Cna. Il Comune ha fatto le sue scelte sempre facendo di testa sua. Ma non si può lavorare su investimenti, ambiente, lavoro e sociale senza un’ampia veduta territoriale. Per fortuna durante la campagna elettorale abbiamo parlato con tutti i candidati sindaci dei vari comuni ed è emersa la volontà di ricreare collaborazione e condivisione di obiettivi. Adesso, però, bisogna passare dalle parole ai fatti».
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