Gioco
Scade lunedì il periodo-bonus nei locali della confraternita
I 16 adulti e gli 11 minorenni dovranno lasciare la struttura di via Verdi fra tre giorni L’amministrazione aveva già concesso loro una proroga
LIVORNO. Avrebbero dovuto lasciare la Misericordia, dove sono ospiti da oltre un mese, due settimane fa. Ma il Comune, venendo loro incontro, d’intesa con la confraternita ha deciso di rinviare lo sgombero di 14 giorni. Uno sgombero ora atteso per lunedì, quando gli ex occupanti del Picchetto ospiti in via Verdi dovranno andarsene.
È una storia travagliata quella delle otto famiglie (nell’ex caserma erano una novantina) rimaste nelle camere dell’associazione a spese del Comune. Numerosi gli incontri informali che la loro portavoce, Kawtar Echannani, presentandoci ogni giorno in municipio ha avuto con i dirigenti di palazzo civico. Ma al momento niente si sarebbe sbloccato, tanto che con un documento consegnato mercoledì mattina la rappresentante ha chiesto un faccia a faccia con il sindaco Luca Salvetti.
Le otto famiglie – 16 adulti e 11 minorenni, fra cui anche persona disabili – sono alla Misericordia dal giorno stesso dello sgombero del Palazzo del Picchetto, eseguito il 7 maggio dalla polizia di Stato (con l’aiuto di carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale) su disposizione del giudice per le indagini preliminari Marco Sacquegna (la pubblico ministero è Ezia Mancusi) che ha sequestrato l’immobile, ora murato con grate e cemento per evitare che venga nuovamente occupato. Nell’inchiesta sono indagate 48 persone per invasione di terreni o edifici e deturpamento e imbrattamento di cose altrui, anche se parallelamente c’è pure un’altra inchiesta per estorsione: secondo gli accertamenti degli inquirenti, infatti, all’interno dello stabile dell’Agenzia del Demanio c’era chi riscuoteva, anche dietro minaccia, i soldi agli occupanti disperati.
Nel blitz della polizia, all’interno del Picchetto, furono trovate 91 persone, anche nel censimento precedente (l’ultimo) si parlava di 128 occupanti. Settantadue di queste (una ventina di famiglie, solo un paio italiane, con 29 minori e tre disabili) sono rimaste per qualche settimana in alcuni hotel. Altre 19, che il Comune riteneva che avessero mezzi e soldi per mantenersi da sole, sono state allontanate. Poi ci sono le otto famiglie la Misericordia, pronte a una nuova occupazione e allo sciopero della fame. —
S.T.
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