Gioco
Livorno contro Polonia e Germania per salvare 700 posti dell’azienda Magna
In queste ore la decisione sulla scelta dello stabilimento per mettere in produzione una maxicommessa di serrature
LIVORNO. Ore di grande attesa allo stabilimento Magna closures di Guasticce. C’è in ballo la decisione sulle nuove commesse dei prossimi anni, se portare queste lavorazioni a Livorno oppure in altri due siti produttivi all’estero. Nel primo caso si chiuderebbe il contratto di solidarietà (applicato al momento) e ci sarebbero nuove assunzioni. Con la seconda opzione, invece, si metterebbe a rischio la lavorazione a Guasticce.
La serratura non è più un tratto distintivo dell’ auto, ora per valorizzarla si guarda ad altri componenti. E dunque fare in modo che costi il meno possibile dando una minor importanza alla qualità tecnologica. Una corsa al ribasso che ha portato la Magna Closures di Guasticce, stabilimento con settecento addetti tra diretti e indiretti, a dover ricorrere al contratto di solidarietà dal 2018.
Ora, però, l’azienda potrebbe rischiare anche di più: il futuro dei lavoratori è appeso a una commessa per una fornitura alla Bmw che potrebbe, però, capovolgere in positivo la situazione dei lavoratori con la chiusura della solidarietà e l’assunzione di personale, dalle 40 alle 60 unità. Ma ci sono dei però che hanno portato anche a uno scontro tra le varie componenti sindacali all’interno dell’azienda stessa. All’inizio dell’anno scorso venne firmata un’intesa con la Regione che aveva messo a disposizione di Magna le proprie competenze per favorire l’accesso ai bandi regionali in grado di sostenere gli investimenti e l’attività di ricerca e sviluppo, oltre alla formazione del personale. L’azienda si era impegnata poi a fare investimenti per due milioni di euro in innovazione tecnologica (uno era stato messo dalla Regione per fare in modo che l’azienda assumesse 27 lavoratori). Ma l’intesa poi non aveva evitato il contratto di solidarietà.
Ora Fiom Cgil e Fim Cisl hanno firmato un accordo sindacale in cui si dice che le prossime assunzioni avranno una decurtazione dello stipendio. Un aspetto che è stato rigettato dalla Usb di Livorno che si scaglia contro “il doppio regime salariale” e parla di un ricatto fatto ai lavoratori dell’azienda a partire dal 2021.
«Sul tavolo c’è una commessa importante che partirà tra due anni: se questa linea non verrà prodotta qui lo stabilimento livornese è a rischio - spiega il segretario della Cgil di Livorno Fabrizio Zannotti - e per fare in modo che questo non avvenga abbiamo firmato un accordo sindacale come Fiom Cgil e Fim Cisl». Un modo per consolidare la situazione del polo produttivo livornese in un momento in cui le multinazionali del settore stanno riorganizzando e accorpando la produzione. Per quanto riguarda la multinazionale proprietaria della Magna Closures, l’assegnazione della maxi commessa se la giocano tre stabilimenti: quello di Livorno, uno in Germania e uno in Polonia.
Che prevede quest’accordo? Lo spiega Davide Romagnani, segretario della Fiom: « Le persone che saranno assunte in futuro avranno una decurtazione dello stipendio rispetto a prima. In sostanza da una media di 1500 euro ci sarà un taglio di circa 300 euro. L’accordo scatterà solo se ci saranno gli investimenti in vista della commessa con le assunzioni (che saranno a tempo indeterminato). Si parla di 40/60 nuovi posti di lavoro diretti che scatteranno entro il 2020 in un’azienda che in passato ha fatto molto ricorso alle agenzie interinali per il personale. E dove sono impiegate moltissime donne che lavorano su turni. Nell’immediato, in ogni caso, non verrà toccato nulla». L’accordo è passato al vaglio dell’assemblea dei lavoratori prima e dopo la firma. «Abbiamo ottenuto il massimo del consenso entrambe le volte per cui non ci sono stati dubbi nel portare avanti l’accordo e poi nel firmarlo». La Cgil ha scelto la strada per cercare di evitare con ogni mezzo la chiusura dello stabilimento. Ieri le trattative sulla riorganizzazione del lavoro e l’assegnazione della commessa erano in corso.Tra l’altro uno dei dirigenti dell’azienda ha incontrato, in Comune a Livorno, il presidente Enrico Rossi che ha spiegato l’interesse della Regione al rafforzamento della realtà industriale. Qui, a Guasticce.
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