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«Venitemi a prendere» Bandito si costituisce 14 anni dopo la rapina
LIVORNO. Si sentiva braccato dagli agenti della polizia. Così, dopo essere tornato a Livorno per andare a trovare degli amici che non vedeva da parecchi anni, ha deciso di costituirsi. Quattordici anni dopo la rapina. Lo ha fatto nel modo più semplice, chiamando il 113. «Sono al numero uno di via Coltellini, venitemi a prendere». E così, i poliziotti della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico guidati dal dirigente Claudio Cappelli, gli hanno messo le manette portandolo nel carcere delle Sughere, dopo che si era dato alla latitanza in Francia.
Tutto è accaduto martedì sera. L’uomo si chiama Ayari Naufel Ben Charif, è di nazionalità tunisina e ha 42 anni. Su di lui la procura di Livorno lo scorso 12 aprile aveva firmato un ordine di carcerazione, dopo le due condanne in primo grado e in Corte d’appello a Firenze. Secondo quest’ultima deve espiare la pena di quattro anni e sei mesi di reclusione per il reato di rapina aggravata. I fatti si erano verificati il 24 dicembre del 2005, nel giorno del suo ventinovesimo compleanno.
Il quarantaduenne si sarebbe convinto a chiamare il 113 dopo aver visto, nei giorni scorsi, un continuo viavai delle volanti della polizia. Gli agenti, infatti, sapevano che erano tornato in Italia e aspettavano solo il momento opportuno per mettergli le manette. Così si è costituito, anche su consiglio della sua avvocata Barbara Luceri. —
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