Il Tirreno

Livorno

Muore a 62 anni storica barista: «Addio mamma, hai lottato come una leonessa»

Federico Lazzotti
Muore a 62 anni storica barista: «Addio mamma, hai lottato come una leonessa»

Livorno, Maila Moltomoli gestiva il bar al campeggio “La Pineta” al Calambrone.  Con il marito e i figli per anni alla guida dell’Alf bar

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Sapeva fare tutto: poteva stare con la stessa naturalezza in cucina a preparare pranzo e cena se il cuoco non c’era o dava buca all’ultimo momento per qualche problema, oppure dietro al bancone del bar a sporzionare dolci, farcire schiacciatine e fare caffè.

Maila Moltomoli negli ultimi trent’anni ha gestito, sempre con il sorriso, insieme al resto della famiglia Parcesepe, locali tra Livorno e il Calambrone, a cominciare dal bar al campeggio Mare e Sole. L’ultimo è stato quello poco distante dal primo all’interno de “La Pineta” dove ha lavorato fino allo scorso anno quando – era settembre – ha scoperto un male che la notte scorsa se l’è portata via a 62 anni. «Mamma – racconta il figlio maggiore Carlo, dipendente Asa e storico allenatore di basket (adesso guida Donoratico) – ha lottato come una leonessa in questi mesi nonostante l’intervento e tante difficoltà. Fino all’aprile scorso stava bene, poi le sue condizioni sono peggiorate. Nell’ultimo periodo nei rari momenti di lucidità ripeteva il nome di Alice, la sua nipotina».

Tantissimi i messaggi di solidarietà e cordoglio che sono arrivati alla famiglia dopo la scomparsa, avvenuta la notte scorsa, da parte di amici e vecchi clienti che non hanno dimenticato questa signora minuta ed educata. «Vogliamo ringraziare tutti quanti per l’affetto – va avanti il figlio maggiore – è la testimonianza di quanto nostra madre fosse apprezzata».

Il nome di Maila a Livorno è legato a doppio filo all’Alf bar, il locale che insieme al marito – scomparso nel gennaio di tre anni fa – ha gestito dal 1993 al 2000. «Tutti pensavano – prosegue il figlio – che la forza della famiglia fosse nostro padre, al contrario senza nulla togliere a babbo, era mamma il vero pezzo da novanta». Oltre alla dimensione pubblica che per una vita l’ha messa a contatto con i clienti, Maila aveva una storia privata particolare che lo stesso figlio rivela. «Mamma – prosegue Carlo – è rimasta incinta ad appena quattordici anni. In pratica eravamo, anagraficamente, fratello e sorella. Una volta, avrò avuto quindici o sedici anni, i miei amici mi videro in motorino con lei e pensavano che fosse la mia fidanzata...».

L’ultimo saluto a Maila, la camera ardente è stata aperta mercoledì 19 giugno, si è svolto il girono sucessivo al cimitero dei Lupi. «Poi – conclude il figlio – è stata cremata come aveva chiesto lei stessa». Un modo per riabbracciare il marito Alfonso.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12844956:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/01/26/news/addio-compagno-alfonso-parcesepe-storia-dei-nostri-bar-1.12844956]]


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web