Italia
Non peccate di nozionismo siate voi stessi e andrà bene
il consiglio
simone giusti*
Gli studenti non vivano questo esame di Maturità come un momento di ansia e angoscia. Anzi. È uno dei momenti di passaggio nella vita di ognuno di noi, una tappa fondamentale per diventare grandi e diventare adulti. Maturi, appunto.
Per questo motivo il mio augurio è che ogni studente non si faccia prendere dalla paura o dalla preoccupazione di dimostrare agli altri quello che non è. Oggi si parte con la prima prova, perciò spero che nel compito di italiano i maturandi raccontino quello che si trova nel loro cuore. Se, tra le varie tracce che si troveranno davanti, sceglieranno il tema di attualità, non improvvisino niente ma facciano una loro analisi dei fatti. Nel caso di un commento ai testi proposti, invece, spero che avranno la giusta attenzione per fare riflessioni e confronti. L’importante, ripeto, è che vivano questa prova e le altre che si susseguiranno nei prossimi giorni, rimanendo se stessi. L’esame di Maturità, oggi più che mai, dev’essere l’espressione della personalità di ogni studente e non un semplice compitino da svolgere per dimostrare quanto si è bravi. I ragazzi non si preoccupino più di tanto di scrivere cose mirate a ricevere una certa valutazione dei professori. Ormai quello che hanno studiato lo sanno già. Più si preoccuperanno di dire quello che piace al professore, più l’esame andrà male perché peccheranno di nozionismo e banalità. La Maturità non è più un esame che si basa sulle nozioni da sapere, sarebbe ormai fuori luogo e obsoleto. Esiste Wikipedia per quello. Questa prova servirà loro per capire come affrontare tutte le questioni che si troveranno di fronte nella loro vita. —
*vescovo di Livorno
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