Gioco
Salvetti presenta gli assessori a tempo di record: finisce l’era M5S di tecnici e curriculum
Livorno, il nuovo sindaco: «In passato sono serviti 78 giorni, a noi solo 8, la città non può perdere altro tempo»
LIVORNO. Per dire subito che inizia una fase nuova, lanciando un paio di bordate senza citare espressamente la squadra 5 Stelle appena uscita dal campo, Luca Salvetti usa due immagini. La prima: «Abbiamo fatto la giunta a tempo di record, in otto giorni, in passato ne sono serviti 78, la città non può sprecare un giorno di più». La seconda: l’era del rito pentastellato del curriculum è finita: «In questa squadra insieme alle competenze ci sono tanti amici e persone di cui mi fido ciecamente. La stagione dei curriculum non può funzionare per costruire una giunta, perché magari ci sono persone che hanno titoli, ma se la scintilla non scocca e ci lavori male...». Quindi «ho privilegiato, oltre alle capacità, persone che hanno condiviso con me i mesi di campagna elettorale».
Cambia il linguaggio, cambia la giunta. Così ieri nel salone delle cerimonie del Comune, a poco più di una settimana dal ballottaggio, Salvetti ha presentato la nuova squadra di governo. Confermate tutte le anticipazioni, donne in maggioranza (cinque) e quattro assessori (più il sindaco): Gianfranco Simoncini al lavoro, Andrea Raspanti al sociale, l’architetta fiorentina Silvia Viviani all’urbanistica, Barbara Bonciani dall’Authority alla delega al porto, Simone Lenzi alla cultura, al bilancio la renziana ex assessora di Campiglia Viola Ferroni. Entra per turismo e commercio il segretario Pd Rocco Garufo, che apre così il percorso a ostacoli del partito verso un nuovo congresso o un pronunciamento dell’assemblea (ma i tempi ancora non è dato saperli). Giovanna Cepparello si prende le patate bollenti che erano di Giuseppe Vece: ambiente, rifiuti e traffico, con le fatidiche strisce blu. E chissà che la scelta del look – giacca e pantaloni blu elettrico con qualche tocco di bianco – non sia uno scacciapensieri. Neo della giornata l’assenza della nuova vicesindaca Monica Mannucci: la sedia accanto a Salvetti ieri è rimasta vuota con un bigliettino. «È fuori dall’Italia per un viaggio al quale non poteva rinunciare, ma si è fatta sentire e ha sottolineato la sua emozione». Curiosità: un sms al neo sindaco nel giorno del calcio di inizio lo ha inviato anche l’ex sfidante del centrodestra Andrea Romiti. «Mi ha fatto un in bocca al lupo e ho contraccambiato dicendo che tutti dobbiamo dare un contributo per la città ponendo fine alla rissosità». E in questo moto di fair play Salvetti spende parole positive per l’ex titolare della cultura, Francesco Belais.
Tutto mentre la prima polemica si accende proprio intorno al cammino tracciato dall’amministrazione di Filippo Nogarin verso Livorno capitale della cultura 2021. Perché «faremo di tutto perché si possa andare avanti», dice Lenzi, «ma se avessimo trovato quei 500mila euro che avevano annunciato in campagna elettorale sarei stato più contento...». Tradotto: per la nuova squadra quel mezzo milione in realtà non è mai formalizzato in alcun atto. «Sono compresi negli 1,4 milioni di avanzo di amministrazione», controbatte subito in diretta social Enrico Cantone (M5S). «Ma con l’avanzo di amministrazione ci si può fare tutto, così è aleatoria...», prende il microfono la neo assessora al bilancio. «Dai Enrico, ce la fai», la chiude ironico Salvetti.
È seduto a pochi passi da Garufo quando sostiene che «questa giunta non è marcata» e che «l’abbiamo presentata prima del direttivo del Pd, si fa così dove c’è una classe politica intelligente». Certo è che la squadra torna ad essere quasi tutta di politici, abbandonando l’era dei tecnici («noi i tecnici bravi ce li abbiamo nella macchina comunale, ci riappropriamo del ruolo politico», fa scattare l’applauso in sala).
Salvetti tiene per sé tre deleghe delicate: sport, protezione civile e sanità. Sul fronte sanità si troverà davanti uno dei primi nodi da sciogliere: firmare con Enrico Rossi l’accordo che la Regione aveva costruito con i 5 Stelle sul nuovo-vecchio ospedale sul viale Alfieri. Lo farà? «I tempi sono tiranni, ma prima vorrei fare un passaggio con chi lavora in ospedale, con la città e in consiglio, troppo spesso scavalcato. Facciamo conoscere il progetto poi ripartiamo da lì o avremo l’ospedale fra vent’anni».
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