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«Una “zona economica speciale” per i porti di Livorno e Piombino»
LIVORNO. «A Livorno e a Piombino ci sono tutte le condizioni perché le due aree, oggi a crisi complessa, possano essere dichiarate “Zone economiche speciali” (Zes) e possano godere delle agevolazioni economiche previste dalla normativa». È la richiesta che il governatore Enrico Rossi insieme ai neo-sindaci di Livorno (Luca Salvetti) e di Piombino (Francesco Ferrari) hanno deciso di inviare ai ministri per lo sviluppo economico (Luigi Di Maio) e per il sud (Barbara Lezzi). E’ stato deciso nella riunione che i due amministratori appena eletti – civico di centrosinistra quello livornese e esponente del centrodestra sponda Fdi quello piombinese – hanno avuto a Firenze sui temi della portualità con il presidente della Regione.
E’ stato apprezzato – viene riferito - il progetto di creazione delle “Zes” («dovrebbe essere inserito nella prossima legge di bilancio») ed è stato messo in rilievo come «in Toscana siano presenti due aree di crisi industriale complessa (Livorno e Piombino) che coincidono con i principali nodi logistici (porti e interporti), sulle quali sono stati attivati significativi interventi di reindustrializzazione e di sviluppo mediante accordi di programma Stato-Regione».
Ma, secondo quanto viene riferito da Palazzo Civico, i tre amministratori hanno deciso di compiere anche un’altra mossa sempre sul fronte della portualità, visto che entrambi i porti sono sotto la competenza dell’Autorità di Sistema Portuale di Livorno, che per la sospensione dei vertici vedrà il commissariamento del presidente Stefano Corsini in atto fino a fine agosto (e del segretario generale Massimo Provinciali). È stato chiesto al ministro Danilo Toninelli «un incontro urgente per discutere del futuro dei porti delle due città».
«Occorre superare – questa la dichiarazione congiunta dei due amministratori – la situazione di incertezza che si è ormai determinata nella gestione commissariale dell'Autorità portuale dell'Alto Tirreno settentrionale, un'incertezza che va al di là dell'impegno profuso dall'attuale commissario». I tre amministratori ritengono che sia necessario «avere un'autorità portuale in possesso di piena operatività».
Tornando sulle questioni della “Zes”, viene ribadito che «in considerazione delle particolarità delle problematiche presenti nelle due aree di crisi complessa e ricordando che nell’Accordo di programma per il rilancio competitivo dell’area costiera livornese», era previsto che si andasse al «riconoscimento della zona franca doganale»: a tal riguardo viene messo in evidenza da Rossi, Salvetti e Ferrari che «la previsione di una “Zes” favorirebbe ulteriormente processi di investimento e opportunità di sviluppo per questi territori e il rispetto degli impegni assunti dal governo italiano verso queste aree». La Regione e le due amministrazioni locali esprimono «il massimo interesse per il percorso attivato dal governo», chiedendo sin da adesso «un confronto finalizzato alla possibilità che le aree di crisi complessa del territorio regionale vengano riconosciute come “Zes”». —
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