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Livorno

la crisi di forza italia 

«Zingoni si ricordi di Verdini e dei suoi risultati elettorali»

«Zingoni si ricordi di Verdini e dei suoi risultati elettorali»

La replica di Bottino: «Nel partito persone per bene e preparate  non tutti hanno lasciato come lui perché non c’erano più gettoni»

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LIVORNO. Volano stracci dentro Forza Italia. Il pessimo risultato del partito azzurro alle amministrative livornesi, unito alla sconfitta del candidato di centrodestra Andrea Romiti, ieri aveva portato l’ex leader forzista Maurizio Zingoni ad attaccare duramente il partito e la sua dirigenza attuale.

Oggi a Zingoni - che nel 2004 fu candidato dal centrodestra per la Provincia perdendo contro Giorgio Kutufà - replica Maristella Bottino coordinatrice provinciale di Fi.

«Zingoni chi, quello che mente sapendo di mentire quando afferma di essere l'ultimo coordinatore eletto in un congresso, sottacendo che in quel congresso fu "imposto" da Denis Verdini che chiese un applauso al posto del voto? - si chiede con una domanda retorica Bottino -. Oppure quello che, non avendo seguito all'interno del partito, non ha partecipato al congresso dove si votò davvero e venne eletto Paolo Barabino? Lo stesso Zingoni che non si è mai misurato con le preferenze perché Verdini lo "imponeva" quale candidato alla presidenza della Provincia? Lo stesso che, scelto da Verdini, ha avuto incarichi, sempre ben retribuiti, nell'Upi, o come sindaco revisore in Asl o come consigliere del Corecom? Sempre lui che, quando Berlusconi prendeva il 40%, a livello nazionale, si attestava al 27/28%, ma a Livorno abbiamo sempre preso 6/8 punti percentuali meno della media nazionale».

Dopo l’attacco a Zingoni, Bottino entra nel merito politico del risultato forzista alle ultime elezioni: «Il nostalgico Zingoni sembra non essersi reso conto che da qualche anno Forza Italia sta facendo i conti, dappertutto, con un calo di consensi che non può certo essere attribuito , o contrastato, a livello locale. Si avventura in un raffronto con il voto di Pisa superficiale e anche banale, dove l'amica e coordinatrice (Raffaelle Bonsangue, ndr) è vice-sindaco in virtù di un accordo di coalizione perché il centro-destra ha vinto le elezioni. Se anche a Pisa il centrodestra avesse perso il ballottaggio, per Forza Italia non sarebbe passato alcun consigliere come a Livorno e Prato. Particolare, non da poco, "sfuggito" all'acuto osservatore».

Secondo Bottino, 7 anni fa Zingoni lasciò Forza Italia «stizzito poiché privato di un ruolo e non avendo più niente da ricevere», ma «non tutti sono scappati solo perché non garantiva una rappresentatività e posti a gettone», aggiunge la coordinatrice azzurra. Per cui «non si permetta Zingoni di offendere la nuova classe dirigente di Fi, persone per bene e qualificate, professionalmente preparate che hanno raccolto con coraggio e disinteressatamente l'eredità di un partito che lui ha contribuito a dividere prima di chiamarsene fuori perché minoranza. E si assuma la responsabilità di aver contribuito alla decrescita del partito a Livorno spargendo veleno e discredito».

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