Il Tirreno

Livorno

Spari a un cane, la padrona: "L'avvocato ha usato un fucile"

Agenti della polizia
◗
Agenti della polizia

Livorno, dopo le parole del legale che sostiene di aver usato un mortaretto è la donna a fornire la sua versione dei fatti: "Non eravamo nella sua proprietà"

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «L’avvocato Pier Luigi Chelini non ha esploso un mortaretto, ma un colpo di fucile forse ad aria compressa. Non ha preso la mira, anche perché la vegetazione era altissima e andare a segno sarebbe stato impossibile, ma ha comunque puntato verso la mia cagna. Io non sono in grado di dire se l’arma fosse vera o meno, sicuramente non era un mortaretto. Altrimenti l’animale non sarebbe corso in casa spaccando la zanzariera che ho messo alla porta d’ingresso».
 
A parlare è la settantenne Ernesta Quilici, che abita in via di Monterotondo accanto alla casa (in via di Sant’Alò) del noto legale di 82 anni. Un rapporto non facile quello fra i due vicini di casa. Lo testimonia in pieno ciò che è accaduto domenica mattina, 16 giugno, con una lite che si è conclusa con lo sparo (l’avvocato dice con un mortaretto, la donna con un fucile) per far scappare il cane, un meticcio simile a un pastore maremmano. «Io ero insieme alla cagna – continua Quilici – e non è vero che ci trovavamo nel giardino di Chelini. La mia bestiola era nel torrente fra le due proprietà quando lui, scendendo dall’auto, è tornato dal supermercato dicendomi: “Leva il cane dal mio terreno perché altrimenti gli sparo”. E così ha fatto dopo essere entrato e uscito dall’abitazione».
 
La settantenne, dopo aver chiamato il 113, ha denunciato l’avvocato per minaccia. Gli agenti della Squadra volante della polizia di Stato gli hanno sequestrato a scopo preventivo un fucile regolarmente detenuto e alcune munizioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web