Lutto
«Mancano alternative per rescindere il contratto»
LIVORNO. Nel dossier del Comune non si nasconde la volontà dell’ex vicesindaca Stella Sorgente e di tutto il settore Educazione, Istruzione e Politiche Giovanili di provare a rescindere il contratto con l’Ati che gestisce un servizio così delicato. E così importante. Anche perché la relazione parla di un altro caso verificatosi alle Natali, il 2 aprile scorso: un bambino delle elementari si è ritrovato un pezzo di plastica grigio dentro l’hamburger che stava mangiando. L’episodio il 5 aprile è stato formalmente contestato a Cirfood, capofila dell’Ati.
La società ha respinto al mittente le presunte accuse. Dopo le verifiche del caso Cirfood scrive al Comune che l’episodio «non possa essere ricondotto alle proprie attività e che l’ambiente di consumo possa essere stato fonte di tale anomalia», riporta Cenerini nella relazione.
A seguito di queste incertezze, quindi, il Comune non ha potuto ritenere l’Ati responsabile anche di questo episodio. Il Comune ha valutato la rescissione del contratto sia da un punto di vista giuridico e di merito, che dal punto di vista di funzionamento del servizio.
«In sede di gara si è presentato un unico partecipante e, dunque, non sarebbe possibile affidare il servizio al secondo classificato», spiega Cenerini.
E ancora: «L'ipotesi di una risoluzione del contratto limitatamente al servizio dedicato alle scuole elementari dove sono avvenuti gli episodi in questione non risulta percorribile in quanto è stato stipulato un contratto unico per i tre lotti (comprese le scuole dell’infanzia), e comunque sarebbe inopportuno da una parte sfiduciare l'Ati nel servizio di somministrazione dei pasti nelle scuole primarie e dall'altra mantenere lo stesso servizio nei nidi e nelle scuole d'infanzia comunali. D'altro canto l'individuazione di un nuovo operatore economico mediante l'esperimento di una procedura aperta, trattandosi di una gara sopra soglia comunitaria con un capitolato speciale d'appalto molto complesso, richiederebbe dei tempi di progettazione, espletamento e aggiudicazione che possono superare l'anno solare. L’unica soluzione potrebbe essere quella di procedere ad un affidamento diretto d'urgenza del servizio».
Ma anche questa opzione viene scartata dall’amministrazione. Il Comune, comunque, prende contatti con 3 società. In soldoni, nessuna delle 3, a detta sua, è in grado di sostenere un servizio così articolato.
Cenerini nel dossier fa una riflessione sui posti di lavoro a rischio: «L'ipotesi della immediata risoluzione contrattuale determinerebbe con ragionevole certezza il ridimensionamento o la chiusura dei due centri di cottura di Cirfood con gravi ripercussioni a livello occupazionale (circa 50 lavoratori). Anche il personale Cooplat potrebbe subire una forte contrazione (250 lavoratori)». E chiude: «Tempi così contingentati per individuare un nuovo operatore al fine di garantire dal prossimo anno scolastico il servizio di mensa, non consentono all'ufficio di effettuare gli approfondimenti necessari per una scelta ponderata che sia garante della qualità e dell'efficacia del servizio». —
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