Gioco
Ai Fiume i piatti in polpa di cellulosa «Ma il problema è per la pizza...»
Ai Nettuno aperitivi e caffè vengono serviti in vetro Al ristorante dei Tirreno c’è il ritorno alla porcellana I Lido: «Alternative costose»
Dopo l’avvio del progetto “Arcipelago pulito” e l’approvazione del testo del protocollo della Regione Toscana con Anci e associazioni dei balneari, gli stabilimenti labronici, dal viale Italia ad Antignano, si adoperano per recepire la nuova normativa e liberarsi dalla plasica monouso, tra innovazione e ritorno al classico, e non senza polemiche. E se bidoni e mastelli per smaltirla fanno parte del paesaggio di ciascun bagno, c’è chi si augura di far sparire anche quelli.
«Noi, sia nel bar che al ristorante, da anni facciamo uso di stoviglie in polpa di cellulosa: costano un po’di più ma è più semplice conferire tutto nell’umido. Resta il problema delle cannucce per granite e yogurt, ma i fornitori si stanno attrezzando», racconta Armando Neri, uno dei titolari dei Fiume. Netta anche la virata dei Nettuno, dove Marco Simi e Cristiano Lorenzini, figli rispettivamente di uno dei concessionari e del gestore della ristorazione ribadiscono: «Per quanto riguarda la parte gestionale siamo già in regola, senza traccia di plastica. Per il resto dobbiamo smaltire le scorte e qualcosa daremo indietro, ma già stiamo servendo caffè e aperitivi in vetro (anche da asporto) e fra una settimana faremo una conversione totale».
Il vero problema, evidenziato da 31 anni di esperienza al bar dei Pancaldi, lo solleva Antonio Giordani: «Ci sono le alternative, quello che manca è un prodotto che sostituisca il piatto della pizza». Lo stabilimento però, ha già fatto scorta di prodotti biodegradabili, ha eliminato la plastica (e la carta, eccezion fatta per lo scontrino fiscale) anche alla biglietteria. Anche agli Onde del Tirreno (ex Pejani) i soci si preparano al cambiamento, con un buon auspicio. «I nostri ristoratori stanno valutando il ritorno alla porcellana per il self service. Nel frattempo ci sono le scorte da smaltire e bisogna aspettare che il mercato proponga un’alternativa alle bottigliette, che non potremo più usare», spiega Marco Coseschi, che prosegue: «Nonostante alcuni problemi logistici siamo assolutamente a favore del bando, e ci auguriamo che diventi presto una legge vera come il divieto di fumare nei locali pubblici».
Fondamentale per la buona applicazione del provvedimento sarà dunque la collaborazione con i bagnanti, ecco perché ai Tirreno si stanno già portando avanti. «Facevamo la differenziata da anni, prima ancora che diventasse un obbligo di legge, e i nostri clienti sono già sensibili al tema», precisa Romina Giachetti, figlia della titolare Daniela Simonti: «Abbiamo appeso il testo alla bacheca informativa in modo che tutti possano leggerlo, e da mercoledì – quando partirà l’animazione – lo faremo dire anche dai ragazzi».
Critico infine, anzi «fortemente critico» nei confronti della novità è invece Riccardo Ganni, titolare dei Lido: «Le alternative alla plastica ci sono ma costano tre volte tanto, una spesa che ricade sulle spalle degli esercenti. Chi ha fatto questa legge ha pensato a come può rifarsi il gestore del bar o del ristorante? ». E poi taglia corto: «Di ufficiale non c’è nulla, quando arriverà la comunicazione la metterò in bacheca e poi penserò al da farsi». —
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