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Ubriaco semina il panico da Pisa a Livorno su un'Audi A3: arrestato
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I carabinieri di Livorno impegnati in un controllo del territorio (foto d'archivio)Il venticinquenne è stato fermato dopo un lungo e pericoloso inseguimento dai carabinieri labronici: a bordo con lui due donne livornesi
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LIVORNO. Ha seminato il panico sull'Aurelia, a Pisa, e per le vie di Livorno. Prima di essere arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia labronica, guidato da Marco Saccà, che ad Ardenza si sono pure scontrati con la sua Audi A3 utilizzata per la fuga. Folle inseguimento alle quattro della notte fra martedì 11 e mercoledì 12 giugno, finito con il fermo di un venticinquenne tunisino accusato di resistenza a pubblico ufficiale e guida sotto effetto di alcol e stupefacenti.
L'inseguimento è durato diverse decine di minuti ed è stato molto pericoloso, visto che il malviventi pur di sfuggire ai militari ha oltrepassato gli incroci con i semafori rossi, prendendo anche alcune strade contromano. Gli uomini dell'Arma sono stati aiutati anche dalle volanti della polizia di Stato, che non hanno dato scampo al venticinquenne, che era incurante di poter provocare numerosi incidenti. L'autoradio dei carabinieri, fra l'altro, è rimasta pure leggermente danneggiata visto che all'altezza della caserma della Folgore "Vannucci", ad Ardenza, ha impattato con l'auto di grossa cilindrata, a bordo della quale c'erano pure due giovani donne livornesi di 20 e 31 anni. Insieme ai militari livornesi c'erano pure quelli pisani, che avevano iniziato il folle e pericoloso inseguimento per cercare di assicurare alla giustizia lo straniero.
Il tunisino è stato "agganciato" all’altezza di Stagno dai militari della sezione radiomobile di Livorno, i quali stavano vigilando nell’ambito di predisposti e organizzati controlli delle zone più sensibili della città, per la prevenzione e la repressione di reati, la contestazione delle violazioni al codice della strada, particolarmente numerose in prossimità delle grandi vie di comunicazione, dove peraltro viene messa particolarmente a rischio l’incolumità e la vita dei cittadini. Controlli intensificati dall’Arma soprattutto a seguito dei recenti avvenimenti che hanno visto la fuga di mezzo di grossa cilindrata nel centro cittadino, come accaduto qualche giorno fa con gli agenti dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal dirigente Claudio Cappelli, che si sono ritrovati a inseguire in piena notte una Mercedes su viale Boccaccio, che purtroppo è riuscita a fuggire.
L’Audi A3 riusciva a raggiungere piazza delle Carrozze a Montenero, attraversando tutta la città. La fuga del tunisino continuava ancora in direzione Ardenza, dove, effettuando ancora una volta una manovra azzardata all’altezza della caserma Vannucci, andando in testa coda per invertire nuovamente il senso di marcia, veniva bloccato dall’autovettura della radiomobile di Livorno, che veniva anche leggermente danneggiata dall’impatto.
L’inseguimento nel frattempo aveva coinvolto anche la polizia di Stato, oltre alle già presenti auto dei carabinieri pisani.
Nessuno dei militari e degli appartenenti alle forze dell'ordine ha riportato lesioni né conseguenze di alcun genere. Una volta fermata l’auto, i militrari dell’Arma identificavano il venticinquenne tunisino e due donne livornesi di 20 e 31 anni. Lo straniero è stato portato al pronto soccorso dove è stata confermata la presenza di alcol e stupefacenti nel sangue in quantità tali da alterarne lo stato. Le circostanze hanno portato all’arresto dell'uomo (già noto per precedenti in materia di stupefacenti), al contestuale deferimento in stato di libertà per la guida in stato di alterazione alcolica e sotto l’effetto di stupefacenti, con conseguente sottoposizione agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria e in attesa di convalida.
Fondamentale, per fermare l’escalation notturna del ragazzo tunisino, è stata la presenza nelle zone più sensibili di Livorno dei carabinieri labronici, che già impegnati nei controlli, hanno avuto la prontezza di intercettare il veicolo in uno dei punti chiave del territorio.
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