Gioco
Ricci: una “santa alleanza” fra enti, sindacati e imprese per rilanciare lo sviluppo
Il convegno di Cgil e Filt dedicato ai porti di Livorno e Piombino. Il vicepresidente della Camera di Commercio: tempi lunghi, serve accelerare
LIVORNO. «È importante lavorare a un patto del territorio che riunisca enti, associazioni, sindacati per chiedere con forza un programma di sviluppo infrastrutturale». L’idea cova da un po’ fra le forze sociali: a lanciarla dalla tribuna è Alberto Ricci, numero uno della Confindustria territoriale, ma qui come vicepresidente della Camera di commercio. E l’occasione è il convegno organizzato nella sede dell’ente camerale dal sindacato Cgil (a livello provinciale e regionale) e dalla Filt, la sigla di categoria del settore trasporti. È un patto urgente perché – dice ancora Ricci – «mancano ancora i collegamenti, l'intermodalità ed i tempi sono davvero troppo lunghi: occorrono anche regole chiare come presupposto per gli investimenti e quindi per lo sviluppo».
“Il Sistema portuale mediterraneo settentrionale: Livorno e Piombino “hub” per lo sviluppo della Toscana”: questo il titolo dell’iniziativa. Il sindacato aveva annunciato la presenza dei propri dirigenti ai più alti livelli: a cominciare da Claudio Guggiari, esponente della segreteria regionale, per arrivare alla conclusioni di Dalida Angelini, leader della Cgil Toscana. Ma al tavolo erano presenti anche Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale alle infrastrutture, e l’ammitraglio Pietro Verna, commissario dell’Authority. Occhi puntati, inutile dirlo, sulle infrastrutture: la Darsena Europa e lo scavalco che rappresentando la “direttissima” fra porto e interporto trasformerà buona parte di quest’ultimo in una sorta di retroporto, di “banchina lunga”, come ricorda l’ammiraglio-commissario.
Ceccarelli ricorda che la Regione, caso più unico che rarop fra le istituzioni similari, ha investito «600 milioni di euro sulle infrastrutture portuali fra Livorno, Piombino e Carrara, ovviamente compresa la maxi-Darsena e lo “scavalco” livornesi».
Non solo:
fra le sfide da affrontare, secondo l’assessore regionale c’è quella degli effetti che l’automazione avrà sulle banchine e c’è quella ambientale della riduzione dell’inquinamento da parte delle navi durante le soste nei porti. Poi, parlando di infrastrutture il rapporto con il governo centrale è fondamentale: anche il ministro Danilo Toninelli – riferisce – nel confronto con il governatore Enrico Rossi e con l’Authority ha confermato l’intesa per lo scavalco ma anche gli interventi sulla Prato-Bologna che servono a migliorare il flusso di merci fra il nopstro porto e i mercati di riferimento. L’atteggiamento di Toninelli è confermato anche da Ricci.
A mettere l’accento sugli aspetti delle infrastrutture ci ha pensato soprattutto la relazione di Fabrizio Zannotti, leader della Cgil livornese: dieci punti dolenti, a partire dalla Tirrenica («troviamo il modo di risolverla in tempi rapidi, il casello di Rosignano grida ancora vendetta») e dai collegamenti ferroviari passeggeri («impensabile che da Livorno a Roma ci si mettano quasi tre ore, praticamente lo stesso tempo che serve per raggiungere Milano»). Zannotti punta il dito contro: la 398 piombinese, il ponte girevole della Darsena Toscana, il Prg portuale. Poi per una serie di cose dice ok ma chiede una accelerazione: vale per “scavalco” Fs, vale per fondali e microtunnel, vale per la Porto 2000. E sulla gara dei bacini arriva l’ultima sferzata: fare presto («più passa il tempo e più le pressioni su questa infrastruttura aumentano»). —
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