Gioco
Festa in mare per la tartaruga Eleonora liberata alla Meloria
È stata calata in acqua dopo le cure all’Acquario che ha organizzato il “rilascio”. Fu trovata al largo del porto
LIVORNO. Grande festa per Eleonora che torna in acqua. È stata liberata ieri mattina al largo delle Secche della Meloria la tartaruga Caretta caretta riabilitata presso il Centro recupero dell’Acquario di Livorno. Il rilascio in mare dell’animale è stato reso possibile grazie al supporto logistico della Capitaneria di Porto di Livorno che ha messo a disposizione del personale dell’Acquario, che ha lavorato in collaborazione con Arpat, due imbarcazioni riservate per il trasporto della tartaruga.
L’animale era arrivato presso l’Acquario il 2 dicembre 2018, portato dal personale della Capitaneria di Porto dopo essere stato recuperato al largo del porto, da un pescatore professionista che l’aveva trovato impigliato nelle reti da posta. L’attività di recupero di questo esemplare e la sua ospedalizzazione al centro di recupero dell’Acquario rientrano tra quelle previste dall’Osservatorio Toscano della Biodiversità di Regione Toscana.
«La ricchezza della Toscana – ha detto l’assessore all’ambiente Federica Fratoni presente alla cerimonia di rilascio – oltre a quella ambientale che è straordinaria e che abbiamo il dovere di preservare e valorizzare, sta proprio nel lavoro di rete che in questi anni siamo stati in grado di costruire tra le istituzioni deputate, la regione Toscana, Arpat, le università, la direzione marittima e gli enti gestori e associativi, in primis l’acquario di Livorno che ha condotto le operazioni di cura di questo esemplare che oggi viene restituito alle acque del mare con un messaggio molto potente di come la tutela ambientale sia un elemento essenziale per la qualità di vita dell’uomo».
«La presenza degli studenti stamani è un segnale importante, siamo sempre più convinti che la sensibilizzazione delle generazioni future sia l’unica strada per difendere il nostro mare e l’ambiente – ha detto l’assessore all’istruzione Cristina Grieco anche lei presente al momento della liberazione – Conoscere la storia di Eleonora come quella di tutte le tartarughe e gli esemplari recuperati, curati e riaffidati al mare contribuisce a far comprendere che cosa ognuno di noi può fare, nel proprio piccolo, per salvare questi animali. E mostrare quanto l’ambiente sia allo stesso tempo meraviglioso e fragile diventa importante nell’ottica dell’educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza consapevole». Al suo arrivo all’Acquario l’esemplare era gravemente deperito con scarsa reattività agli stimoli esterni. Dopo una serie di cure l’animale è stato stato ritenuto idoneo ad essere rilasciato in mare, previa applicazione di una marcatura, una targhetta metallica e di un microchip. Inoltre sul carapace della la tartaruga è stato applicato, a cura del professor Paolo Luschi del Dipartimento di Etologia dell’Università di Pisa, un radiotrasmettitore satellitare. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
