Gioco
Senza selfie e fasce, lo stile di Antolini: è il sindaco che ama le strette di mano
Collesalvetti, primo giorno in Comune per il vincitore del ballottaggio che incontrerà tutti i dipendenti comunali
LIVORNO. Senza un profilo Facebook prima. Ma poi c’è stato un “poi”: da cacciatore di candidato alle elezioni amministrative si è trovato a essere “il candidato”. E allora Adelio Antolini, 61 anni, manager della Piaggio e segretario del Pd, ha dovuto fare l’ingresso in un mondo che prima non aveva mai solcato, quello dei social. Ora Adelio, vincitore del ballottaggio, sta inaugurando un nuovo corso o modo di essere sindaco: pur scendendo nel campo della comunicazione web, il suo approccio non è rampante come quello di tanti altri suoi colleghi, ma è semplice e solido. Come la sua figura, sempre con abbigliamento classico, e il suo bel sorriso. Con quel modo di stringere la mano che rifugge il pieno dei “like”, vuote icone sugli schermi dei telefoni.
Il nuovo sindaco di Collesalvetti, del centrosinistra con Pd e Collesalvetti civica, non è e non sarà mai affetto da selfiemania, tutto “ fasce (tricolori) e distintivi”. Uno stile sicuramente meno “smart” del suo predecessore e compagno di partito Lorenzo Bacci, con un impulso che mira diritto alla persona, senza intermediari virtuali.
E domenica pomeriggio ha avuto la riprova che tutto questo lo sta pagando. Perché , quando è andato a fare il giro dei venti seggi, come racconta ieri nella pausa pranzo mentre sta lavorando a Pontedera, «tante persone che non conoscevo mi hanno salutato, mi hanno stretto la mano e mi hanno sottoposto anche qualche quesito». Anche se ancora era sindaco.
Attestazioni di stima, che si sono succedute nel lungo pomeriggio in attesa del risultato delle urne, che il neosindaco non si aspettava neppure ma che gli hanno dato il segnale di via libera. Ossia: bene, questa è la strada maestra da percorrere. E ha pensato «allora tanto male non ho fatto in questi mesi». E stamani, al suo primo giorno effettivo da sindaco, si presenterà negli uffici comunali per incontrare i suoi 87 dipendenti. Sì, è chiaro che volendo tenersi la delega del personale, spiega che «questa è una necessità operativa e che la mia investitura a candidato deriva proprio dalla mia esperienza professionale in un’ ottica di efficacia ed efficienza della macchina comunale ». Ma c’è anche la valorizzazione dei rapporti umani che lui vuol perseguire tanto che spiega chiaramente che «non sarà un sindaco solo al comando» ma «con una squadra con deleghe e responsabilizzazioni il più ampie possibili».
Ecco la squadra, il suo secondo compito, dopo la conoscenza dei dipendenti: anche qui non si trovano “titoloni” da sparare. Il passo è prudente, il tono è compassato. «In questi primi giorni in Comune - va avanti - sarò accompagnato da Andrea Crespolini (capolista della lista Pd ndr) che avrà un incarico di rilievo in giunta».Poi a forza di tentativi da parte della giornalista c’è un’altra mini-indiscrezione: «Penso di tenermi un’ altra delega o due». Al momento non fornisce altre indicazioni. Ma rassicura: «Al massimo entro quindici giorni renderemo noti i nomi della giunta».
Per quanto riguarda, invece, il presidente del consiglio comunale, è già stato tutto predisposto grazie, anche in questo caso, a una sua tessitura di una rete di relazioni che mettono al centro gli uomini. «Sarà Enrico Frontini - spiega il neosindaco - una persona con il quale ho contatti da ottobre scorso, cioè da quando noi abbiamo cercato un’alleanza con la formazione civica dei Cittadini in Comune che poi purtroppo non si è concretizzata». «E non per causa nostra», sottolinea con rammarico. Martedì il primo giorno nel suo ufficio a Collesalvetti con la proclamazione e con una scatole di “belle cose” che gli ha lasciato Bacci.
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