Il Tirreno

Livorno

INTERVISTA 

Nogarin: «Il consenso non va d’accordo con il buon governo»

Alessandro Guarducci
Nogarin: «Il consenso non va d’accordo con il buon governo»

L’ex sindaco analizza le ragioni della sconfitta del M5s E sulla scheda annullata: «Non smentisco, nè confermo»

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LIVORNO. Domenica sera ha atteso in Municipio l’arrivo del sindaco appena eletto dai livornesi per stringergli la mano e fargli i complimenti: un’immagine che ha rappresentato il passaggio di consegne tra Filippo Nogarin con la sua giunta pentastellata e Luca Salvetti che si appresta a governare la città con una maggioranza di centrosinistra. Poi ieri mattina è tornato nel suo ufficio per portare via tutti gli effetti personali e chiudere per l’ultima volta quella porta che aveva aperto per la prima volta esattamente 5 anni fa.

Si è concluso così il mandato da sindaco di Filippo Nogarin: è vero che l’ingegnere aerospaziale del M5s aveva annunciato già da quattro mesi che non si sarebbe ricandidato a sindaco per motivi personali (l’avventura elettorale alle Europea poi non è andata bene) ma quella di ieri è stata ufficialmente la sua ultima giornata da primo cittadino: oggi è prevista la proclamazione ufficiale del suo successore.

Tempo di bilanci, dunque, per l’ex sindaco. «Il mio giudizio su questi 5 anni di governo della città è molto positivo - dice Nogarin - Lascio sicuramente una città migliore rispetto a quella che ho ereditato nel giugno del 2014: non esiste nessun parametro, nessun valore che possa dire il contrario. Anzi, a testimonianza di questo miglioramento ci sono numerosi riconoscimenti a livello nazionale. Ripeto, è stata una esperienza molto soddisfacente anche se non sono stati aspetti di amarezza e di difficoltà».

Ma se Livorno è migliorata, come sostiene Nogarin, perché gli elettori livornesi hanno bocciato la candidata ed ex vicesindaca Stella Sorgente già al primo turno elettorale? «Non è una critica quella che faccio al mio operato e al gruppo con cui ho lavorato - prosegue l’ex sindaco - ma c’è una situazione che è figlia di questo periodo storico: nonostante le scelte positive che abbiamo preso non siamo riusciti a intercettare il consenso dei cittadini. Purtroppo, di questi tempi, il consenso non va d’accordo con il buon governo e noi abbiamo pagato questo contesto».

Così, dopo 5 anni di opposizione, il Pd ha riconquistato Livorno. «Faccio gli applausi a chi è stato più bravo e d ha vinto - dice - Rispetto il voto degli elettori livornesi ma un’analisi più approfondita la farò più in là nel tempo».

Insomma, nonostante la bocciatura elettorale, l’ex sindaco salva tutto del suo mandato. «Sì, rifarei tutto ciò che ho fatto - afferma - E sono orgoglioso delle capacità di un gruppo che ho avuto l’onore di dirigere e che ha lavorato contro forze contrarie pazzesche. Soprattutto mi preme sottolineare un valore che è poco contemplato in politica ma che è stato molto evidente nel mio governo: il fattore umano. Questo gruppo continuerà il suo cammino, perché è capace di fare bene in futuro. Anche all’opposizione. Ovviamente non sono questi i momenti in cui ci si ricompatta, di solito questo è il momento delle fughe. Ma il valore umano di cui parlavo prima e che caratterizza questo gruppo, darà la forza per superare ogni difficoltà».

E Nogarin cosa farà? «Ora faccio il papà e penso a riconciliarmi con me stesso - risponde - Per 5 anni è venuta sempre prima la città, è sempre stata davanti a tutto. Ora posso invece dedicare tutte le attenzioni a mia moglie, ai figli, ai libri, all’orto, al mare. Per adesso faccio questo, a settembre deciderò il mio futuro. Alla fine stiamo parlando di politica, che è una cosa molto importante, ma non è l’ossigeno che ci serve per respirare».

Ma al ballottaggio ha votato? «Sì, ho votato al seggio di Banditella». Si vocifera che non abbia espresso alcuna preferenza e che abbia annullato la scheda. « Non confermo e non smentisco - conclude - Ho espresso il mio diritto di elettore e non voglio che ci siano speculazioni su questa cosa». —

Alessandro Guarducci



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