Gioco
Andrea Romiti scalda i motori «Ci opporremo agli inganni del Pd»
Il candidato del centrodestra metabolizza la sconfitta «Con sei consiglieri faremo venir fuori le contraddizioni»
Sono passate meno di 24 ore dalla sconfitta e da quell’ingresso nella notte in Comune, testa alta certo ma un’aria inevitabilmente un po’ stropicciata e i capelli arruffati. Ormai è il pomeriggio del giorno dopo e Andrea Romiti, il candidato sindaco del centrodestra, uomo di Fratelli d’Italia, che sindaco non sarà, ha ripreso la forma di sempre. Camicia bianca perfetta, sguardo battagliero, dichiarazioni al vetriolo, sorriso sempre pronto. Da oggi Andrea Romiti è la voce, una voce, la voce principale, dell’opposizione, e non è un caso che la conferenza stampa del giorno dopo la convochi non nella sede della campagna elettorale di via Meyer ma in piazza del Municipio, davanti al portone del Comune.
Noi, Partiti dal niente
Come a dire che lui e “i suoi” che rappresenteranno la coalizione di centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia che però a questo giro non ha conquistato neppure il seggio che aveva nella passata legisaltura) sono pronti «ad una opposizione costruttiva ma che non farà sconti» in consiglio comunale. Guarda il bicchiere mezzo pieno Romiti: «Siamo partiti dal niente, in questa città non c’eravamo... Ora un cittadino su tre ha votato per noi, siamo arrivati al ballottaggio ed è la prima volta che accade. Saremo in sei in consiglio comunale, nella passata amministrazione il centrodestra era rappresentato solo da una persona. A me sembra comunque un successo. Faremo opposizione e saremo di fatto l’unica opposizione. Perché di questo Andrea Romiti è convinto: «Il Movimento 5 Stelle? Di fatto a Livorno ha scelto il Pd...».Ok, i Cinquestelle vi hanno abbandonato, ma era prevedibile. Non si aspettava però un maggior sostegno da Matteo Salvini? Non è neppure venuto a Livorno per appoggiarla... «Salvini ci è stato sempre vicino, ha anche girato un video per spingere i livornesi a votarmi... Purtroppo ci sono stati impedimenti organizzativi, la sua agenda è fittissima. Ma non è stata certo una scelta voluta, semplicemente non è stato possibile trovare il giorno e il momento giusto. E non credo che comunque se lui fosse venuto le cose sarebbero andate meglio di così».
Il pd pagherà il conto
Dice di non avere niente da rimproverarsi e da rimproverare Romiti, abbiamo perso «perché il Pd ha avuto così paura di noi da doversi alleare con i centri sociali con l’estrema sinistra, quella che nei passati governi Pd trovavamo sempre all’opposizione e ora di fatto è al governo della città...».Insomma secondo Romiti questa alleanza “pro voto” del Pd con le forze che stanno alla sua sinistra renderà Livorno assai difficile da governare: «Perché non ha vinto il centrosinistra ma l’estrema sinistra. Sì, l’estrema sinistra che non ha niente a che vedere con il Pd delle lobby che nel Parlamento Europeo siede accanto a Soros. I cittadini sono stati ingannati, con il solito sistema. È stato agitato lo spettro del passato, del fascismo, per garantirsi un presente di poltrone e precludere il futuro a questa città. Ma poi dovranno gestirla questa contraddizione... E dovranno rendere conto a quell’estrema sinistra che ha votato per Salvetti e che presenterà il conto». Cosa chiede a Salvetti ?«Di essere il sindaco di tutti, anche di chi non lo ha votato che se andiamo a vedere anche chi non è andato alle urne di fatto è la maggioranza dei livornesi. E di smetterla con la politica “contro”, perché così non si fa che dividere la città, le famiglie. Un cittadino su tre tra quelli che hanno votato è di centrodestra, ci saranno tante famiglie in cui ci sono persone di idee diverse. Perché continuare a mettere i figli contro i padri?».Per festeggiare Luca Salvetti i suoi supporter hanno cantato “Bella ciao”. Romiti l’ha vissuto come una sfida, il canto antifascista per sottolineare la sconfitta dei “fascisti”?
Bella ciao non è futuro
«Mah figuriamoci. Non ho niente contro Bella Ciao, non è contro di noi Poteva essere una canzone su Garibaldi, su Giulio Cesare. È storia, storia di 80 anni fa. Mi interessa perché la storia mi piace. Punto. Per il resto mi domando come in un mondo globalizzato si possa far politica con “Bella Ciao”? Secondo voi è sinonimo di Viva Livorno, vogliamo una grande Livorno? Ma noi accettiamo le idee di tutti non abbiamo nemici ma avversari. Presto i livornesi si renderanno di aver fatto un grande errore. Noi siamo il cambiamento, la libera economia, quelli che porebbero dare lavoro a i livornesi. Invece si è scelto di restare poveri, puntare sull’assistenzialismo. Con una restaurazione». —
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