Gioco
«Se vedo mio figlio crescere, lo devo a Neuroradiologia»
«Non si può parlare di budget sulla salute Per i vertici dell’Asl quanto vale la mia vita?»
LA TESTIMONIANZA
Sono uno di quei fortunati a cui il dottor Daniele Prosetti ha salvato la vita. Era il 7 aprile 2015 quando ho avuto un aneurisma con rottura dell’arteria vertebrale. Leggendo sul Tirreno la storia dell’uomo di 45 anni salvato da cinque aneurismi, ho rivissuto in parte quello che era successo a me. Non vi nascondo che ho pianto e come me, chi mi è stato vicino in quei terribili momenti: quando ti dicono che le percentuali di morire sono l’80% e il 20% quelle di vivere non c’è molto da dire.
Il destino, la fortuna hanno voluto che trovassi il dottor Prosetti in servizio in quei giorni, ed è grazie a lui se oggi posso veder crescere mio figlio, se oggi posso aiutare i miei anziani genitori, se lavoro come prima, se vedo ancora i miei amici.
Non solo devo ringraziare (e non basta) il dottor Prosetti insieme a tutta la sua equipe per la sua capacità professionale, ma soprattutto per il suo lato umano, la sua semplicità, la figura di una persona onesta che ha avuto una nobile missione nella vita: aiutare gli altri.
Quando ho saputo quello che è successo mi sono indignato ma non stupito nel nostro bel paese: nella vita ci sono persone perbene e ci sono gli squali che per denaro sono pronti a tutto. Gli sprechi nella sanità sono altri e lo sappiamo, la vita non ha prezzo e solo sentire parlare di budget, di tagli alla sanità mi schifa. Concludo chiedendo all’ex direttore sanitario e agli altri personaggi in questione che hanno richiamato all’ordine Prosetti quanto ritengono che valga la mia vita.
Luca Morelli
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