Gioco
La borsa di studio è un lavoro Studenti premiati in nome di Tito Neri
Per dieci ragazze e ragazzi del Nautico una grande occasione offerta dal gruppo noto nel mondo: un imbarco di tre mesi
C’è un filo che unisce Steve Jobs e il suo “stay hungry, stay foolish”, soprattutto quel “restate affamati” che è il segreto della nascita di Apple, alle tradizioni e anche al futuro della famiglia Neri, un pezzo di storia del nostro porto e della nostra città. Lo racconta Piero Neri agli studenti del Nautico ricordando la figura di suo nonno Tito, «uno che da ragazzino, a inizio Novecento, con i primi risparmi si pagava le lezioni d’inglese per concludere affari con i comandanti delle navi straniere». «Il segreto è avere sempre fame, fame di sfide e di avere successo: io, nonostante l’età, ce l’ho ancora, ma adesso tocca a voi», aggiunge il presidente del Gruppo Neri, 74 anni, rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze che stanno per ricevere le borse di studio intitolate proprio al Cavaliere del lavoro Tito Neri. Borse di studio che non contengono assegni, bensì un contratto di tre mesi, con regolare retribuzione, in una delle aziende della famiglia Neri.
«Si tratta di un premio per l’impegno, è un privilegio - interviene Nedi Orlandini, preside del polo Buontalenti-Cappellini-Orlando - in questo modo i più meritevoli potranno misurarsi subito con il mondo del lavoro e in particolare con la vita in mare».
I 10 PREMIATI
Le borse di studio rientrano nella storica collaborazione tra la famiglia Neri e il Cappellini, con sei studenti delle classi quinte che ogni anno vengono premiati in base al merito e al comportamento, ma stavolta - per l’undicesima edizione - l’iniziativa è stata allargata alla logistica. E così ecco altre quattro borse di studio, due per gli alunni di quinta dell’istituto Vespucci Colombo e due per i laureati del polo universitario di via dei Pensieri, per un totale di dieci. «All’interno c’è un invito a presentarsi al lavoro: forse a qualcuno può sembrare una punizione, ma è un impiego retribuito con uno stipendio pari a quello degli altri colleghi», scherza Piero Neri. Poi arriva il momento della premiazione, degli applausi e anche degli occhi lucidi dei genitori nell’auditorium del Nautico. Per quanto riguarda il Cappellini, borsa di studio a quattro studenti dell’indirizzo "Conduzione del mezzo navale" (Bruno Ercolini di Livorno, Giada Marconi di Bibbona, Gabriele Lupi e Lorenzo Tomei di Livorno) e a due dell’indirizzo "Conduzione apparati e impianti marittimi" (Davide Galeazzi dell’Isola d’Elba e Michele Boldrini di Livorno). I premiati del Vespucci Colombo sono invece i livornesi Alice Nannipieri e Matteo Conti, contratto di tre mesi anche per i neolaureati Vincenzo Leo D’Avanzo (Rosignano Solvay) e Sara Marzovilla (Livorno).
LE BORSE DI STUDIO
Fu proprio Orlandini, dirigente scolastico del Cappellini dal 2007 al 2010 e tornata a coprire questo ruolo un anno fa, a bussare alla porta del Gruppo Neri per una collaborazione tra scuola e lavoro. Era il 2009 e da quell’incontro nacquero queste borse di studio, «un investimento sul futuro» come dice oggi il questore Lorenzo Suraci. «Grazie ancora alla famiglia Neri che è l’unica in Italia a offrire qualcosa del genere agli studenti del suo territorio», rivela poi la preside del Nautico. «Questa iniziativa è unica - le parole del sindaco Filippo Nogarin - un istituto non può dare soltanto nozioni, ma deve anche garantire opportunità di questo tipo. Ecco, il Cappellini lavora così da anni e spero che la città punti ancora su questa formazione, legata a un’economia consolidata come quella marittima». «Un buon comandante deve essere anche credibile, pertanto in questa formazione servono i valori, la coscienza, l’educazione civica», aggiunge il vescovo Simone Giusti. Parla di valori anche Pierpaolo Ribuffo, comandante dell’Accademia navale di Livorno, tirando fuori «la lealtà, il rispetto e anche la generosità del buon marinaio». E sullo sfondo ritorna la figura di Tito Neri, come ricorda il direttore del Tirreno Fabrizio Brancoli, «la storia di un bimbo che guarda il mare, che costruisce il suo futuro e che raggiunge l’eccellenza assoluta». Una storia che sfida il tempo e arriva nelle mani degli studenti di oggi. —
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